Un cuore tra i lupi

La storia di Antonio Iannibelli, fotografo naturalista e studioso di lupi. L’infanzia vissuta all’ombra del bosco Magnano, nel cuore del Pollino, sotto la guida di un nonno custode dell’antica sapienza contadina. L’arrivo nel tumultuoso mondo cittadino, con la terra d’origine che si ritrae in un angolo di ricordi e nostalgie. Infine la riscoperta della Natura e l’inaspettato incontro con l’archetipo stesso del mondo selvaggio,simbolo immotivato di crudeltà e oggetto di persecuzioni.
Avventure, briganti, transumanze, drammi singolari e collettivi, e in ultimo il ritorno in uno scenario che segna profondamente i suoi figli: quella Lucania descritta con tratti da realismo magico, accesi e talvolta poetici.
Una terra rude ma al contempo fascinosa proprio come il protagonista silenzioso del libro, quel lupo sognato e inseguito per una vita.

61 Comments

  1. Alessandra

    Chi non ha sentito sentirsi toccare il piede dal lupo mentre leggeva l’episodio alzi la mano!!!
    Ti senti padrone di un mondo sconosciuto, ma che grazie alle parole di Antonio diviene familiare come essere accolti in un branco di lupi. Ci sei tu e tutto ciò che è un pò “unconventional”.
    Un’esperienza da vivere…

    • Milena

      Grazie ad Antonio per aver messo in luce il delicatissimo equilibrio che sta tra noi umani e il mondo naturale,qualsiasi nostro gesto a volte può “mettere in allarme” e condizionare l’universo animale e spesso non ne siamo nemmeno consapevoli! Alla natura hai saputo ricongiungerti in punta di piedi…e tutti gli “incontri ” che hai avuto la fortuna di trovare te li sei meritati appieno. Scrivi con una semplicità disarmante, sei autentico!

      • admin

        Grazie a te Milena per la generosità dei tuoi complimenti. A presto per continuare la nostra chiacchierata lupesca.

  2. Da questo libro ho imparato qualcosa: la passione…. L’ ho divorato tutto di un fiato,e , a tratti mi sono commosso. Un insieme di storie vite intrecciate, racconti di vita vissuta meravigliosi, sono orgoglioso e onorato di conoscerti!! questo libro merita un grande successo!!

  3. Forse, anzi molto probabilmente, entrerò a far parte di coloro che alzeranno la mano, sarà un vero piacere!
    Non vedo l’ora di entrare in possesso del libro, perché, tutte le precedenti letture del Boitani e dell’Esposito, hanno lasciato un segno dentro di me, aumentando, una pagina dopo l’altra, la passione per questo misterioso animale, purtroppo incompreso e messo in risalto da sciocche favole e da comportamenti inumani, da parte dei lupari, razza , purtroppo non estinta…

  4. Andrea

    Non vedo l’ora di leggere questo libro e soprattutto non vedo l’ora di vedere le immagini che sono sicuro saranno mozzafiato, degne di un grandissimo fotografo naturalista, e naturalmente Antonio lo è.
    Antonio iannibelli, un nome una garanzia.. per l’impegno, per la passione, per la voglia di conoscere e il bello che tutte queste doti Antonio le trasmette a tutti coloro che hanno il privilegio di far parte dell’Associazione “Provediemozioni”.
    Complimenti Antonio per avere pubblicato e quindi condiviso con tutti noi questo tuo sguardo che mette a fuoco il lato selvaggio non solo degli animali ma anche della nostra natura umana.
    Grazie
    Andrea

    • Come sempre Andrea esageri con i complimenti, comunque ti ringrazio sei un grande amico, ma adesso che hai letto il libro mi aspetto una tua recensione.
      Ti aspetto
      Antonio

  5. Caro Antonio, grazie a te ho visto e fotografato il mio primo lupo appenninico, insieme a te ho scoperto un mondo che non conoscevo, quello di cui tu sei uno dei massimi esperti in circolazione. Sono onorato di aver letto (o meglio aspirato!) la bozza del libro in anteprima, sono lusingato di essere citato come una delle persone che hanno fatto da sfondo a questa tua gigantesca passione per il predatore nostrano e per la natura dei boschi selvaggi. Ti ringrazio pubblicamente e ti mando un grande abbraccio.
    “Un cuore tra i lupi” con la sua formula personale, a metà strada tra un diario e un romanzo, è sicuramente il testo più piacevole che si possa leggere sul lupo, con momenti veri e sinceri, che arrivano direttamente… al cuore! Grazie, Stefano

    • Grazie a te Stefano il tuo aiuto ha contribuito a rendere migliore il mio libro. Condividere emozioni con persone appassionate come te è un piacere.
      Antonio

  6. ANDREA VENTURELLI

    Immagino che il libro sia bello e interessante quanto gli incontri ai quali ho assistito. Ma come si fa’ ad acquistarlo ? Grazie e complimenti.

    • Grazie a te Andrea,
      purtroppo per adesso il libro si può acquistare solo presso l’associazione Provediemozioni.it a Bologna.
      Trovi le info dettagliate in questo sito entrando nel blog e cliccando nella notizia.

  7. Salvatore

    Caro Antonio, grazie per la capacità di esplorare mondi che ci circondano e che, senza esserne consapevoli, ci appartengono, ma che purtroppo non sappiamo viverli con la giusta confidenza. Il recupero del rapporto con la natura e con tutte le creature di Dio è un’operazione necessaria da compiere se vogliamo impadronirci della nostra esistenza. Un po’ come è stata l’esperienza della disabilità con mio figlio, che mi ha fatto scoprire le mie disabilità e fare uscire l’umanità che nascondevo dentro di me e di cui mi vergognavo. Grazie per la tua attività e sarà un piacere leggere il tuo libro. Un abbraccio. Salvatore

    • Il merito è sopratutto di mio nonno che ha saputo darmi la giusta educazione, anche lui diceva che “il lupo è una creatura di Dio, dobbiamo rispettarlo come ogni essere vivente su questa terra”.
      Grazie a te Salvatore, fammi sapere dopo la lettura.
      Antonio

  8. Daniele

    Ciao Antonio, conoscendo bene i tuoi figli il mio primo pensiero in tutta franchezza è stato”…Simone e Luca possono davvero considerarsi molto molto orgogliosi di avere un padre così… Riguardo il libro per chi come me non ha mai frequentato una tua lezione credo sia ancora più sorprendente scoprire che questo essere così unico possa avere una natura tanto diversa da quella che il mondo gli ha reso in maniera così ingannevole !! Il libro ha letteralmente sgretolato questo muro di bugie servendosi della storia di un uomo incantato da questo animale, predatore solitario capace di farsi accettare dalle sue stesse prede, particolare semplicemente incredibile. Grazie per la tua condivisione, Daniele.

    • Daniele mi fa molto piacere leggere le tue parole, è proprio quello che cerco di fare con la mia associazione e con questo libro, far conoscere il vero lupo non è possibile il tuo messaggio lo conferma, grazie.
      Ti anticipo che a Casalecchio di Reno presso la sede degli “Amici della Primo Levi” farò una presentazione il 29 novembre 2013, potrebbe essere la tua prima volta.
      Ti aspetto
      Antonio

  9. cristiano

    ciao Antonio
    come faccio a trovare il libro?
    Complimenti e speriamo di vederci alla prossima festa del lupo

    • Cristiano grazie per l’interessamento, trovi come acquistare il libro nella notizia del blog in questo stesso sito.
      Ti aspettiamo alla quarta edizione della festa del lupo che si terra a novembre 2014, daremo ampia informazione anche in queste pagine.

  10. Ciao Antonio…anch’io vorrei sapere dove posso trovare il Tuo libro…
    Un saluto,Davide!

    • Ciao Davide,
      si tratta di un autoedizione e quindi non distribuito nelle librerie, puoi trovarlo nella nostra associazione Provediemozioni.it a Bologna, o nell’associazione Movimento azzurro di Pisticci (MT) in Basilicata, oltre che nelle tante iniziative che stiamo mettendo in programma … la prossima a Reggio Emilia il 4 ottobre 2013.

  11. camilla

    ho appena finito di leggere il libro…. davvero favoloso.. sei stato davvero bravissimo complimenti… è davvero impressionante quante cose non sappiamo del mondo che ci circonda, del mondo dei lupi e di quanto loro siano diversi da quello che abbiamo sempre saputo… grazie x avermi fatto conoscere un pezzo del mio mondo che non conoscevo…. e sopratutto un grande in bocca al lupo….

  12. Stefano Galli

    Ciao, complimenti per il libro e per le emozioni che mi ha dato. Ero molto curioso soprattutto sulla parte riguardante i lupi, di cui sono neofita. Bello perchè contiene tante esperienze sul campo, a contrario dei tanti libri teorici dove la pratica manca sempre. La parte iniziale del nonno mi ha colpito tantissimo, doveva essere una grande persona che ancora vive in te. Un abbraccio, Stefano

    • Stefano mi fa piacere che apprezzi questa caratteristica, in effetti tutto il libro e le foto rappresentano la mia esperienza diretta sul campo. Mio nonno che ha sostituito mio padre per i primi anni della mia vita mi ha dato l’imprinting giusto. Un sotto titolo per il libro potrebbe essere “Come nasce la passione per il lupo”.
      Grazie
      Antonio

  13. Alberto Tovoli

    E’ un libro avvincente, pagine intense che mi hanno fatto riscoprire le stesse emozioni che provo davanti alle tue meravigliose immagini, perchè Antonio è da sempre il mio punto di riferimento per la fotografia naturalistica, e ora ancora di più.
    Da leggere assolutamente.

  14. Francesco M.

    Faccio i miei complimenti ad Antonio, autore del libro.

    Da un punto di vista formale, ho gradito molto lo stile semplice (ma per nulla scontato) e scorrevole della scrittura.

    Da un punto di vista sostanziale, mi sono tanto piaciuti tutti i racconti. E’ forse vero che luoghi ed episodi come quelli raccontati nel libro appartengono ad un passato che probabilmente non tornerà mai più ma l’immagine della “Lucania” che ne viene fuori è comunque stupenda. In tal senso, di non secondaria importanza sono anche le foto, perciò ringrazio l’autore per averle condivise.

    Di tutti i racconti, uno che mi è rimasto molto impresso è stato quello relativo alla “cattura” delle poiane. Questo perché mi ha riportato alla mente la mia gioventù nel cortile dei nonni, quando fui in grado di catturare e poi prendermi cura per un certo periodo di una giovane tortora.

    Faccio i miei auguri ad Antonio per una la buona diffusione della sua opera ed un caloroso saluto dalla Puglia.

    Francesco M.

    • Grazie Francesco per le belle parole, stiamo organizzando per il prossimo anno un evento lupino e la presentazione del libro in Puglia, sarà l’occasione per conoscerci anche di persona. Ho appena letto il libro di Guacci Corradino “La transumanza, uomini e lupi nella Capitanata del XIX secolo” dati molto interessanti proprio dalla tua terra.

  15. E’ il primo libro che sono riuscito a leggere in tre giorni e mezzo. Mi è sembrato molto scorrevole e piacevole. All’inizio ero rimasto un po’ turbato dalla figura di tuo nonno, dal tipo di vita, e non riuscivo a capirne il senso, e mi chiedevo: ‘ Ma i lupi, dove sono? ‘. Però, ho imparato alcune cose: che i cani da pastore avessero un collare con punte metalliche per difesa – offesa, in caso di attacco da parte di lupi.Magnifica figura quella di tuo nonno!
    Man mano che procedevo nella lettura, sono stato catapultato nel mondo dei lupi. Fantastico, aver mangiato con loro, aver giocato con due cuccioli ed un giovane! 🙂
    Posso capire quella tua amica, che, affascinata dallo sguardo di un lupo, è rimasta a guardarla, e non gli ha fatto nemmeno una foto!
    A PROPOSITO: A QUANDO IL PROSSIMO LIBRO? SPERO PRESTO!

  16. Carissimo Antonio,
    Ho letto il Tuo libro e non avevo dubbi che sarebbe stato bellissimo.
    Quando ho chiuso l’ultima pagina mi sono ricordato che avresti gradito un pensiero sul Tuo blog, e allora prima di addormentarmi ho pensato a quello da scrivere.
    Mi sembrava molto banale scrivere che è stato molto bello, ma mi sembrava banale anche dire che in alcuni Tuoi racconti mi sono emozionato nel leggere situazioni che io ho vissuto nei miei sogni ad occhi aperti durante le escursioni nei boschi.
    Pensa che ho letto il racconto della nebbia, dopo aver trascorso 2 ore in montagna immerso nel classico tempo da lupi……è mancato solo il protagonista, ma son sicuro che mi osservava e tornerò a cercarlo.
    Ma il pensiero più bello è il primo che mi è venuto in mente……Se i lupi sapessero leggere e potessero leggere il Tuo libro sarebbero fieri e orgogliosi di come li hai raccontati…..
    ciao
    Dario

    • A. Iannibelli

      Non ho mai pensato che i lupi potessero leggere il mio libro, sarebbe veramente buffo … in futuro potrebbe essermi d’aiuto.
      Grazie Dario per le belle parole e per tutto quello che stai facendo per “Un cuore tra i lupi”. Spero di incontrarti presto sulle tracce dei lupi.

  17. Teotegas

    Ciao Antonio, dopo i diversi viaggi e le svariate letture sul tema, sempre alla ricerca di parole ed esperienze riguardanti il lupo, mi sono imbattuto nel tuo libro e leggerlo è stato per me un profondo viaggio di conferme e di scoperte nuove.
    Quando leggo un libro cosi’ coinvolgente lo faccio lentamente, per gustarlo a piccoli bocconi cercando di farlo durare il piu’ a lungo possibile ma ieri sera purtroppo l’ho finito….a quando il prossimo?
    Per cercare di farti capire l’emozione che mi hai trasmesso con le tue parole ti racconto cosa ho fatto la settimana scorsa.
    Io provengo dalle prealpi lombarde e martedì ero a Cesena per lavoro. Il giorno seguente, rientrando verso casa, all’altezza di Bologna ho deciso di cambiare strada e mi sono inoltrato nell’appenino a te molto caro. Destinazione Poranceto.
    Il tempo era, neanche a farlo apposta, quello dei lupi e ripercorrere in assoluto silenzio e solitudine, la stradina che dalla foresteria porta verso il monte brasimone mi ha fatto entrare nelle dimensione descritta nei tuoi racconti.
    Ho girovagato per un paio d’ore tra i campi oltre il borgo ed il bosco ai piedi del monte, in cerca di qualche traccia o segnale ma ad eccezione di due caprioli, ovviamente, non sono riuscito ad incontrare lo sguardo lupino. Sicuramente sarà stata la suggestione del luogo, del tempo e delle mie emozioni ma ho percepito la loro presenza e ho avuto la netta sensazione di non essere solo; magari non si sono nemmeno disturbati a raggiungere una loro vedetta per controllarmi, ma di sicuro hanno sentito il mio odore tra un pisolino e un altro.
    Ero solo di passaggio, ma l’emozione è stata forte. La foresteria mi è sembrata perfetta come punto di partenza per escursioni piu’ organizzate.
    Non posso che ritornare, alla fine “Tutto Torna”.
    Grazie. 😉
    Matteo

    • Grazie Matteo, se hai trovato solo una piccola conferma vuol dire che tutto torna, veramente. Non ho la pretesa di sapere molto sul lupo ma le osservazioni sul campo servono ad aggiungere un tassello nuovo sul comportamento del vero lupo.
      Il prossimo libro?
      Per scrivere qualche cosa di interessante sul lupo serve poterlo osservare in assoluta libertà, cosa molto rara e serve tanto tempo. Se penso a quanto ho impiegato per questo una vita mi sembra troppo breve per scriverne due … ma a volte i sogni si realizzano.

  18. Rosa Palumbo

    Ho letto il libro in poche ore. Mi sono immaginata al posto di quel bambino arrampicato sulla cima dell’albero a farsi cullare dal vento.
    Ho rivisto nella mia mente gli occhi dei lupi che ho avuto la fortuna di incontrare tanti anni fa.
    E mi si sono risvegliate le emozioni che provo tutte le volte che incontro gli animali nei boschi…
    Ottimo lavoro Antonio! Hai saputo raccontare con umiltà e semplicità la tua vita. I tuoi racconti mi trasportano sui monti con la fantasia.
    Ti auguro di incontrare sul tuo cammino ancora tanti lupi e di riuscire a fotografarli in maniera eccelsa come hai fatto finora.

    • Già da bambino mi divertivo ha raccontare le mie storie e sognavo da grande di poter trasmettere le emozioni che provavo. Il mio primo blog e l’associazione che ho fondato non a caso si chiamano Provediemozioni.it. Leggendo le tue parole mi sembra che posso farcela, grazie Rosa.

  19. Francesco Cocetti

    ciao Antonio, ti faccio i complimenti per essere riuscito a creare un libro che con un linguaggio semplice e genuino racconta una vita tutt’altro che semplice e usuale, la passione raggiunge il lettore…, ma sopratutto grazie per aver dato l’immagine di una vita diversa possibile,la natura oggi più che mai può essere la cura, la madre, il padre e la culla di tanti giovani…la strada da essa indicata nella sua semplicità non è mai sbagliata e questo libro penso rappresenti un trampolino di lancio costruito molto bene per tutti quei giovani a cui serve davvero un ritorno alla terra, alla genuinità, a quel selvaggio che prepotente ci ulula dentro. Perchè forse è solo lì che troveremo pace, conforto e comprensione…almeno per me è cosi!!
    saluti

    • Grazie Francesco, mi fa piacere che “Un cuore tra i lupi” piace anche ai giovani come te. Conoscendo la tua passione per la natura selvaggia apprezzo ancora di più i tuoi complimenti.
      Spero di incontrarti presto sulle tracce dei lupi.

  20. Marika Gravina

    Un libro scorrevole, che si lascia leggere piacevolmente senza mai sembrare noioso o pesante. Un’autobiografia-diario ricca di pathos che regala passioni, anche a chi, come me, ha diverse passioni.
    E’ tanto l’ardore del narratore dalle prime alle ultime pagine. Da quando bambino, sembra far vivere il lettore nella magia di un mondo incantato, ancora lontano, con le sue bellezze e quelle che potrebbero sembrare(ma che non lo sono assolutamente)contraddizioni. Fino ad idealizzare anche il vento, che diventa veicolo per un avvicinamento all’archetipo della Grande Madre.
    Sarà costata pazienza, dedizione e devozione, il ricco bagaglio che Antonio ha condiviso, mostrandoci un universo meraviglioso dalle mille sfaccettature. Mondo questo, che chiede a tutti noi rispetto, anche perché, non vi è motivo, per lederlo e saccheggiarlo.

  21. Ho letto questo libro ritagliando attimi della giornata… avrei voluto divorarlo mano a mano che andavo avanti, ma poi ho pensato che in quel modo non sarei riuscita ad entrare nello stato d’animo dell’Autore, e così, al ritmo di due o tre pagine per volta, sono arrivata alla fine della mia lettura.
    Non nego che in molti momenti mi sono sentita parte dello scenario e attraverso le parole di Antonio Iannibelli, anche io ho vissuto quelle emozioni. Non nego di aver pianto per la commozione in alcuni passaggi, così vivi da toccare con le mani.
    Ringrazio questo ‘’Lupo’’ per aver trascritto per noi, che non abbiamo l’abilità di essere Lupi e che vorremmo tanto averla, una realtà che mai nessuno aveva reso nota prima d’ora.
    Nessuno ha saputo cogliere particolarità tanto speciali, perché nessuno si è mai preso la briga, come lui, di entrare nella mente di un Lupo, e, come dice lui ‘’se vuoi vedere un Lupo, devi essere Lupo’’.
    Grazie Antonio, per la semplicità delle tue espressioni, per la realtà che ci hai mostrato, per le emozioni che ci hai fatto vivere.
    Molti aspetti da te descritti li rivedo giornalmente nei Figli del Lupo con i quali divido la mia vita, e anche per questo ti ringrazio, perché con le tue affermazioni, mi hai indirizzata verso una più diretta conoscenza.
    Grazie!
    Spero di poterti incontrare presto!

  22. Spero di essere presente alla presentazione del 4 dicembre. In ogni caso devo assolutamente comprare il tuo libro. Il tuo grande lavoro sul lupo mi affascina!!!

  23. Mario Borello

    – Ricordo anch’io “u postali” e quell’infernale macchinetta del bigliettaio e guarda caso avevamo anche noi un autista pazzo, quindi… essendo un tuo conterraneo ti capisco bene.

    Mi è piaciuto, ben curato sia nella veste grafica che “autobiografica” anche se devo fare “un” appunto in quanto secondo me sei stato in certi casi abbastanza …analitico, descrittivo(povero Simone, chissà in quanti gli hanno chiesto…) ed in altri più limitato e racconti dei vari periodi ad episodi quando hai scelto la forma del diario che presuppone sempre correttezza e dovizia di particolari.

    Insomma avrei preferito parlarne con te davanti ad un caffè che ti devo ed anche un cornetto con la crema va !…grazie ancora per questo bel regalo che ci hai fatto e spero che sia il primo di una lunga serie, e qui diciamo che c’era un tuo desidero recondito di farti conoscere meglio ma ancora non hai espresso appieno l’ansia ,la smania la paura ecc. che ti pervade quando stai a contatto con la natura.

    Sei voluto rimanere schivo come il “tuo” lupo, fatti vedere di più non rimanere troppo in disparte forse così troverai sempre più persone capaci di adottar..ti nella tua filosofia di vita anche perché di questi tempi specialmente non sarebbe male. Ritengo una lodevole iniziativa anche quella del blog “esteso” non solo dedicato al libro. Ad majora.

    Molti secondo me sono maturi. Non sto dicendo che sei vecchio!? Anzi pensa quindi alla prossima mossa se non lo stai già facendo.

    Io sono con te.

    A tia lupu!!! ti viju o non ti viju ammenzu a sti fraschi?

    Mario Borello

  24. ISABELLA

    Ho appena iniziato a leggere il tuo libro. Era da tempo che era custodito nella mia libreria e attendevo il momento più idoneo per potermelo gustare in santa pace. Poi il momento non arrivava mai (sempre mille cose da fare)e allora mi sono decisa. Sono rimasta sorpresa già dalle prime pagine. E’ qualcosa di straordinario. Non hai idea di cosa riesce a trasmettermi. Ci impiegherò un po’ di tempo a finirlo, ma di una cosa sono certa: sarà un viaggio meraviglioso.

  25. Salve. Vi lascio questa recensione, fatta per il mio blog (leucodermis.blogspot.it) al seguente link leucodermis.blogspot.it/2014/01/un-cuore-tra-i-lupi-di-antonio.html

    Un cuore tra i lupi – di Antonio Iannibelli

    “Ogni mattina, quando mi affacciavo sul crinale, il bosco mi appariva sempre più grande e meraviglioso e appena perdevo di vista le case mi sembrava di entrare in un mondo magico, il mondo incantevole dei lupi”.

    “Benchè il mio ululato sembrasse un soffio insignificante a confronto con quei cori, dentro di me sentivo sprigionarsi una forza sovrumana che si fondeva alla perfezione in quell’affascinante ecosistema montano. Cinque, sei, forse otto lupi ulularono insieme a me, nel sielenzio completo della notte più bella della mia vita. Vibrazioni primordiali che mi trasformarono nel bambino che ero stato, riaccendendo nella memoria i meravigliosi racconti di mio nonno”.

    (Antonio Iannibelli, dal libro: “Un cuore tra i lupi”)
    Ho conosciuto Antonio Iannibelli l’estate scorsa per caso, in un bar di San Severino e in quell’occasione ho preso direttamente dall’autore “Un cuore tra i lupi”, libro che adesso figura nella mia biblioteca, tra i pochi – e significativi – libri sul Pollino e la sua gente. Qui non si parla solo del Pollino, anzi, propriamente il libro è dedicato in gran parte agli aneddoti di un cacciatore fotografico nella sua ricerca dei lupi e del contatto con il loro habitat; e più che altro si parla di incontri con lupi nelle montagne dell’Emilia Romagna… Come tanti altri anche Antonio è infatti emigrato dalla sua terra per cercare lavoro altrove. Ma come molti la sua infanzia è stata segnata dal mondo arcaico e contadino e dalla natura selvaggia del Pollino, che è stato pronto ad affiorare anche nell’esistenza di una grande città come Bologna. A mio giudizio per capire il senso di questo libro proprio da qui bisogna partire, per seguire il percorso esistenziale legato da un unico filo. Come afferma Iannibelli infatti: “il lavoro, il servizio militare, la famiglia, i figli, l’esistenza in città avevano riempito la mia vita, ma avevano messo da parte per molto tempo il mio mondo. Forse avevo pensato per qualche tempo di farne a meno, ma era solo un’illusione”. Soprattutto la prima parte del libro è ricca di aneddoti che rievocano il mondo dell’infanzia, le esperienze di scoperta nell’ambiente fiabesco di Bosco Magnano, i racconti e gli insegnamenti del nonno, una figura che appare centrale nella stessa formazione naturalistica di Iannibelli.
    Ciò che risalta subito all’inizio di questo libro è che nell’infanzia dell’autore il contatto con la natura era diretto, genuino, non mediato come avviene oggi dagli strumenti multimediali dell’ “educazione ambientale”. Come scrive Iannibelli stesso: “io ho appreso gran parte delle mie conoscenze dalla natura selvaggia, dal bosco, dagli animali e appena possibile correvo tra gli alberi; era come entrare nelle pagine di un grande libro”. Questo amore spontaneo per il mondo naturale si nota nella rievocazione di ricordi legati agli animali e al tempo passato in libertà nei boschi con gli amici d’infanzia:
    “uno dei maggiori divertimenti era quello di arrampicarci fino in cima ai giovani alberi, per poi buttarci nel vuoto tenendoci stretti alla cima: i più alti e flessibili ci permettevano salti di quasi dieci metri, una specie di primitivo bungee jumping. Ma la nostra specialità era catturare ghiri e pescare con le mani e trote nelle acque del torrente Peschiera. Il bosco era in pratica la palestra, la scuola e persino la famiglia, ogni piccolo e grande albero aveva un ruolo importante anche per le nostre attività”.
    “…Quando il vento soffiava forte i cerri si trasformavano nelle nostre giostre, dalle cime più alte ci facevamo dondolare come in un mare in tempesta. Aggrappati alle esili punte restavamo in balia del vento urlando fino a sgolarci”.

    Spettacolari gli aneddoti su animali del bosco come ghiri e poiane, dai quali il piccolo Antonio apprende comportamenti e caratteristiche sempre in maniera spontanea; è il caso ad esempio del “doloroso” incontro con un ghiro che lui cerca di catturare ma che gli addenta un dito senza lasciarlo (“riflettendo sull’accaduto capii che il povero animale aveva messo a rischio la sua vita pur di mettere in salvo la sua famiglia”). Del resto anche il suo primo incontro con i lupi, oggetto del libro, è tutt’altro che idilliaco, perché i primi esemplari che incontra sono carcasse di lupi uccisi e abbandonati nel bosco. Il lupo del Pollino è una presenza selvaggia e quasi sfuggente, ma prepotentemente reale: “era come se ognuno rifiutasse di credere che quegli animali così mitici, così sfuggenti e nello stesso tempo ritenuti come una sorta di pericolo soprannaturale, fossero davvero lì, a pochi passi dalle nostre case”. E’ comunque la figura del nonno pastore che si staglia imponente, e introduce Antonio alla conoscenza della vita dei lupi e della natura selvaggia. Si delinea la personalità di uomo “saggio” che non odia i lupi, ma li conosce bene e li considera per quello che sono, animali con le loro abitudini, da cui difendersi per salvaguardare il gregge, ma meritevoli di rispetto come qualsiasi altra creatura.
    “…Fu mio nonno a catapultarmi nel mondo selvaggio della natura e avviarmi al lavoro del pastore. Trascorsi gran parte della mia infanzia in compagnia di animali, quasi sempre nei boschi”.
    “Con molta calma mi spiegava che i lupi si spostano nelle montagne cercando di non invadere i territori dei propri simili, se ricevono risposta da altri lupi dello stesso branco, possono decidere di incontrarsi oppure cambiare direzione (…) Ricordo perfettamente come mi chiamava mio nonno: <> E se non rispondevo, l’ululato’ si faceva più lungo e profondo. Inoltre mi spiegava che i pascoli venivano delimitati dagli abbai dei cani e che un albero caduto poteva essere marcato con l’accetta, così come i lupi marcano il territorio con gli escrementi . Anche per noi umani esisteva un linguaggio non scritto ma ben codificato”.
    Nella seconda parte del libro, abbandonate le atmosfere di un mondo pastorale ormai in declino, ci proiettiamo nel mondo moderno delle città e nella (dura) realtà degli operai meridionali emigrati. Le cose cambiano, ma il filo che lega Iannibelli al mondo naturale non si spezza, e anche un fenomeno tragico come la strage alla stazione di Bologna diventa occasione per riandare con la mente al mondo dell’infanzia, “del mio mondo selvaggio dove non c’era posto per violenze cieche e distruzioni insensate”. “All’improvviso capii che per allontanare dalla memoria l’angosciante episodio della strage della stazione dovevo rituffarmi nelle meraviglie della natura”.
    Subentra la ricerca di una vita in campagna e la passione per la fotografia; col tempo Iannibelli si sposa e diventa papà. Molto bella la rievocazione di un trekking fatto assieme al figlio nell’epoca in cui il Pollino si apprestava a diventare Parco nazionale, con tutti i benefici e le contraddizioni che si portò dietro questo evento. Ma è l’Appennino bolognese che diventa il nuovo sfondo per l’immersione nel mondo naturale, alla ricerca del magnifico predatore: “potevo finalmente ricercare il mondo perduto della mia infanzia. Trovai che per molti aspetti, l’ambiente naturale dell’Appennino bolognese e anche la gente che vi abitava era molto simile a quella del mio paese nativo. Dopo quasi dieci anni, con due figli e tanta voglia, ricominciavo la mia nuova vita tra i boschi”.
    Qui comincia la parte in cui Iannibelli, ormai diventato un appassionato fotografo naturalista, va alla ricerca di branchi di lupi, studiandone i movimenti e le abitudini, fotografandoli nelle più disparate occasioni. I contatti diventano così stretti che l’autore non ha difficoltà ad avere incontri ravvicinati con i lupi: in una scena del libro si descrive un lupo desideroso quasi di giocare con il fotografo… sembra rivedere la scena del famoso film “Balla coi lupi”!
    La ricerca del lupo, ormai animale “totem” per l’autore è anche l’occasione però per conoscere altri aspetti dell’habitat del lupo e dei suoi componenti: sono infatti presenti numerosi aneddoti, anche curiosi, riguardanti animali del bosco come cinghiali, volpi, cervi, beccacce, sparvieri…
    Le descrizioni non sono quelle “aride” dello studioso, ma appunto quelle di un appassionato naturalista, che apprende “praticamente” gli aspetti del mondo degli animali selvatici, vagando nei boschi alla ricerca di scatti originali da fare ai lupi. Vi sono poi anche pagine dove vengono descritte con precisione le abitudini del lupo, la vita in branco e la sua biologia e che sfatano anche certi miti, come quello di un lupo esclusivamente predatore, il quale in realtà non disdegna carcasse di animali e persino di dare la caccia ai topi… sfruttando inoltre l’aiuto involontario dato dall’uomo. Ne esce delineato il ritratto di una specie affascinante e suggestiva da sempre per l’uomo, tuttora perseguitato e ucciso, ma le cui popolazioni continuano a prosperare. “Ma che cosa rende veramente invulnerabile il lupo? Secondo la mia esperienza, oltre ad avere i cinque sensi più sviluppati di tanti altri animali, il lupo ha almeno un’altra formidabile arma: l’intuito prodigioso”.
    Il libro è corredato da belle tavole a colori con fotografie molto suggestive dei lupi e del loro habitat. Inoltre, un capitolo finale è dedicato a consigli e suggerimenti per chi voglia affrontare il mondo della caccia fotografica… sulle orme dei lupi!

    Saverio De Marco (Indio)

  26. Se un lupo volesse scrivere un libro penso che lo scriverebbe come Antonio ha scritto il suo “UN CUORE TRA I LUPI”.

    C’è tutto e solo quello che ci deve essere: un legame intimo con la Grande Madre, il rispetto per la vita in tutte le sue forme, una profonda conoscenza del territorio reale e figurato in cui si muove, la consapevolezza che viene dall’ apprendimento delle lezioni di vita, apprese dal proprio branco.
    Nella essenzialità, lupesca, della narrazione ho provato emozioni che si rifanno agli archetipi che dobbiamo recuperare, come ha fatto Antonio.
    Soprattutto mi è parso simbolicamente molto potente quanto emerge alla fine del racconto: il cerchio che si chiude e il richiamo, in tutti i sensi, del lupo dopo tanta “Cerca” .
    In apparenza Antonio ha dovuto forzatamente allontanarsi dalle sue radici per poter poi trovare sull’Appennino Emiliano, dove forse non immaginava, il modo per incontrare il lupo, anche quello dentro di sè.

    Così ha potuto ricongiungersi autenticamente con il proprio territorio di nascita, insieme ai suoi cuccioli.
    Così il cerchio ha potuto chiudersi.

    Grazie, Antonio, per averci regalato il racconto della tua “Cerca”.

  27. E’ un immersione straordinaria nel mondo selvatico .Complimenti per il sito Antonio.

  28. Egidio Cristaldi

    Caro Antonio, amico d´infanzia cresciuti nel nostro piccolo Cropani, e trascorsi anni molto belli giustamente come tu lo descrivi nel tuo libro. Ricordo perfettamente quel giorno quando Franco si é arrampicato su quel cerro altissimo, nessuno di noi era capace ma lui lo fece, dandoci a noi una felicità che scoppia solo dopo che lo vidi sceso sano e salvo e con l´obbiettivo raggiunto che tanto desideravamo. Ti ringrazio per avermi inviato il tuo libro qui a Buenos Aires, Complimenti mi sono commosso assai, grazie ancora

    • Caro amico di branco, la nostra infanzia da contadini poveri di montagna ci ha temprato ha resistere alle condizioni più disparate che il mondo ci riserva. Siamo corazzati come i nostri cerri del Bosco Magnano. Grazie per tutti gli inseganmenti

  29. Ciao Antonio, ho terminato di leggere il tuo libro, ho vissuto momenti intensi nel tuo bosco Magnano, tra le pecore di tuo nonno … ho sentito il sapore dei ghiri e rivissuto attimi della mia infanzia e ricordi di mio nonno… sul treno… per un momento ho dovuto smettere di leggere, così ho evitato di farmi scendere la lacrimuccia davanti al passeggero di fronte a me… quando a 14 anni sei arrivato a Bologna ho vissuto la mia emigrazione a 20 anni a Verona… il mio bosco Magnano era l’orto e gli animali da cortile di mio nonno… libro intenso, emotivo… complimenti!!!!

  30. Elisa

    Un libro molto interessante, mi sono commossa!L’ho letto in pochissimi giorni … più lo leggevo e più mi sentivo coinvolta emotivamente.E’ un libro intenso di colori e ricco di emozioni ti sembra di rivivere ogni momento,in particolar modo l’incontro con i lupi… avverti proprio la sensazione di essere lì. Stupendo lo consiglio a tutti di leggerlo, complimenti di cuore.

  31. Silvia

    Ciao Antonio, grazie di averci fatto vivere momenti tanto emozionanti e speciali come gli incontri coi lupi, sono dei cagnoloni bellissimi, e se non si sentono minacciati, come hai potuto testimoniare tu, sono capaci di lasciarsi avvicinare, sempre con grande tatto e rispetto, per farsi vedere da vicino. Chissà che batticuore guardare fisso in quegli occhi!
    Bellissimi e toccanti anche i riferimenti all’infanzia col nonno, alle storie di briganti, e alla strage di Bologna.
    Un abbraccio, a presto!

  32. Gabriella

    Ciao Antonio! Finito il tuo libro non si può non farti i complimenti: l’ho divorato in due giorni, scorrevolissimo nella lettura, semplice, tra diario e racconto. Davvero bello! Emozionante nel contatto diretto con la natura, ed invidiabile sopratutto negli incontri lupini 🙂 Descrizioni davvero dettagliate, sembrava di vivere le tue esperienze… insomma: mi è piaciuto tantissimo! ancora complimenti!
    Un abbraccio
    Gabriella

  33. Antonio Laselva

    “Quanta acqua era scorsa tra quelle pietre eterne, quanti ricordi si era portato via tutto quel tempo trascorso lasciandomi soltanto i sassi più grandi e solidi nel cuore…” caro Antonio, mi avvio verso la conclusione del tuo bel libro e voglio ringraziarti per la semplicità e passione con cui hai condiviso le emozioni di una vita e del mondo lupino. Già prima di leggerti mi hai avviato verso la conoscenza del Lupo, grazie a te l’ho incontrato sulla Murgia ed ora approfondisco sempre più ma, dopo il libro si apre un nuovo mondo che tutti coloro i quali hanno sensibilità dovrebbero scoprire.un abbraccio, Antonio Laselva

  34. michele cosola

    Racconti romantici e scietifici. Ho letto due volte il libro e l’ho regalato agli amici più cari. Antonio il più grande reporter di lupi parola di Forestale…

  35. Vanessa

    Quando ho iniziato a leggere il tuo libro,soprattutto nella prima parte,quando parli della tua infanzia, mi è sembrato di immergermi nel libro di Italo Calvino “Il barone rampante”! Affetti famigliari, amicizia, natura e il rispetto per essa e di coloro che ne fanno parte. Emozionante il racconto dei primi scatti lupini e dei tuoi primi ululati! Mi sembrava di sentirli tra le righe e di incontrare lo sguardo dei componenti del branco. Un libro che parla di te, delle tue radici e della tua anima e della scoperta della passione per la fotografia che ti ha fatto ripercorrere i sentieri della giovinezza, riassaporando le emozioni della tua terra e degli affetti ad essa legati. Mai banale nel contenuto, lineare nella lettura, libro ricco di spunti e belle riflessioni! Colei che mi ha consigliato questo libro aveva decisamente ragione! Grazie Antonio per aver condiviso la tua vita!

  36. donatella donati

    con la passione, la dolcezza e la grande intelligenza della semplicità

  37. Che dire, sono senza parole..finalmente qualcosa da dire, da raccontare, non più interminabili banalità. La natura che racconti è così reale che se ne sente il profumo e se ne vivono le emozioni.
    Ti ringrazio per aver scritto questo splendido libro, aspetto il tuo prossimo con ansia!

  38. Veronica

    Un libro che mi ha fatto tornare alla memoria la mia infanzia…dove il bosco era un mondo magico da esplorare e da cui imparare.Un libro scritto sulle note della natura spiegando il “dietro le quinte”così sconosciute ormai ai più. Iannibelli ti trascina nel mondo fatato di Madre Natura.

  39. Marco Gardosi

    Ho letto il libro tutto d’un fiato.Sei riuscito in modo semplice ed efficace a raccontare le tue toccanti esperienze di vita.Tutto questo ha fatto riemergere in me,ricordi tornati prepotentemente a galla,scoprendo anche una qualche analogia con il tuo vissuto. Mi sono rivisto bambino nei canali e nelle residue zone umide della bassa bolognese,con gli amici a caccia di rane, di natrici e tartarughe palustri.Oppure con serrate caccie ai piccoli passeriformi che ahimè capitavano a tiro delle nostre fionde,che anche noi costruivamo come ben descrivi nel libro,con forcelle di rami e camere d’aria di biciclette.Intensi e belli i richiami alla tua infanzia e alle storie che i tuoi famigliari ti raccontavano,fra i tanti mi ha colpito quella in cui si parla del cuculo,poichè anche nella bassa bolognese circolava una storia simile che le ragazze in cerca di marito recitavano in dialetto interrogando il volatile.Decisamente coinvolgente il legame padre-figlio,quando descrivi le escursioni nelle montagne della tua straordinaria regione.Anche qui il mio pensiero è volato sulle montagne dell’appennino emiliano, quando mio figlio,ancora molto piccolo, mi accompagnava nelle uscite fra boschi e vette,nella speranza di scorgere la maestosa sagoma dell’aquila reale o il velocissimo falco pellegrino.Infine come non rimanere estasiati per la tua passione e amore che metti nel raccontare la vita di un animale leggendario come il lupo?Grazie Antonio, per quello che ci hai raccontato e per le splendide immagini di natura che hai catturato,continua a regalarti e a regalarci immense emozioni.

  40. M.Cristina Bertonazzi

    La lettura di “Un cuore tra lupi” è stata, per me, particolarmente significativa.
    Questo bellissimo libro, oltre essere un elogio al lupo (animale che amo tantissimo),rappresenta la rivincita dei “buoni sentimenti” nei confronti del nichilismo e dell’indifferenza che regnano,da troppo tempo, nella nostra società.
    Per questo lo consiglio a tutti… soprattutto ai giovani.
    La mia recensione è pubblicata sulle pagine del sito del Parco Oglio Sud.

    http://www.ogliosud.it/dettaglio.php?id=29375

  41. Claudia

    Ciao Antonio, finalmente ho letto il tuo libro: vorrei aggiungere i miei complimenti ai tanti che avrai già ricevuto e a quelli che continuerai a ricevere. Grazie per aver condiviso le tue magiche esperienze a grazie per avermi insegnato qualcosa in più sui nostri amici lupi. E un grazie anche al tuo nonno, persona molto saggia, che aveva capito quanto fosse importante la presenza del lupo, per noi e per tutto l’ecosistema. Continuo a sostenere che nonostante la nostra “intelligenza” dagli altri animali abbiamo solo da imparare, soprattutto dai lupi. Grazie ancora. E grazie anche per la mitica festa del lupo e per tutto quello che fate per contrastare l’ignoranza che purtroppo è ancora tanta. W il lupo! ;o)

  42. nicole

    ..un giorno sono capitata per caso in alcune foto di lupi, e ne sono rimasta incantata. Da li ho iniziato a seguirti, erano le tue foto, che raccontavano la vera “bellezza” del lupo, che raccontavano come vive un lupo, per alcuni purtroppo ancora oggi è un animale pericoloso, un animale che va “ucciso” a tutti i costi, un animale cattivo che come scrivevano “ci studia di notte, si sta preparando ad invadere la pianura”, per altri è semplicemente l’animale misterioso e meraviglioso dei nostri boschi. E sarebbe un privilegio incontrarlo. Dopo tanto cercare ho trovato il tuo libro, e ho iniziato a leggerlo. Ammetto di non essere un amante della lettura ma quel libro l’ho letto tutto d’un fiato. Chiudevo gli occhi e immaginavo. I racconti della tua infanzia, di tuo nonno che ti ha insegnato a “conoscere” quel misterioso animale di cui oggi conosci molte cose. L’arrivo a bologna, in una città, non più in mezzo alla natura selvaggia,ma in mezzo al caos e alle macchine Che sfrecciano veloci. E poi guardandoti intorno ti sei accorto che non era poi così male qui, sei pian piano ritornato sulle tracce del predatore per eccellenza e ce l’ai fatta alla grande. Le tue foto esprimono più di tante parole, sono veramente belle. Anche il libro è riuscito a far capire in pieno chi è il lupo. La cosa che mi ha colpito di più è come sei riuscito ad entrare “in punta di piedi” nel bosco, “a farti accettare”. solo pochi fortunati anno questo “dono” di vedere quello splendido animale,che gira in silenzio nei nostri boschi, tra le nostre case, e tu sei uno tra questi. L’incontro con quel cucciolo che ti si è avvicinato ai piedi, vuol dire davvero che loro ormai sapevano che tu li osservavi ma non gli facevi nulla. Ammirare la bellezza della natura stando in silenzio ore e ore è dono di pochi. Complimenti! E w il lupo!

    • Se vuoi vedere i lupi devi diventare lupo. Mio nonno diceva così e mi spiegava che finché non conosci il modo di vivere dei lupi non potrai vederli perché loro sono capaci di muoversi nel bosco senza farsi vedere ne sentire. Possono sentire il nostro odore a distanza e ci evitano con molto cura … Entrare nel bosco in punta di piedi è il primo passo per diventare un po lupo. Nicole conosco la tua passione e quello che fai, sei sulla buona strada, presto anche tu sarai tra i fortunati.

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