Come fotografare i lupi

Come fotografare i lupi

Fotografare animali schivi come i lupi non è impresa facile, ma i risultati non mancheranno se avrete un’approfondita conoscenza della specie e una buona padronanza della tecnica.

Ecco come fare secondo la mia esperienza.
Conoscere prima di tutto il lupo, quello vero. Evitare le informazioni di persone incompetenti e non credere a quelli che giurano di avere incontrato lupi enormi, famelici, feroci e cattivi. In ogni luogo c’è sempre qualcuno che giura di aver visto introdurre i lupi e che addirittura li ha visti lanciati con il paracadute. Si tratta di leggende metropolitane. Tenete comunque presente che per interessi vari, a volte anche economici e politici, vengono diffuse notizie false sui lupi che guarda caso fanno il giro del mondo in pochi secondi. Mentre la corretta informazione fatica a trovare la giusta via, in ogni caso ecco alcune utili informazioni:

1. Consultare i documenti degli enti preposti alla gestione della fauna selvatica.

Fonte: ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale
– Il piano d’azione nazionale per la conservazione del lupo
– Il lupo: elementi di biologia, gestione, ricerca
– Atti del convegno: Ricerca scientifica e strategie per la conservazione del lupo in Italia.
Fonte: Regione Emilia-Romagna
– La carta delle vocazioni faunistiche.
Fonte: Provincia di Bologna
– Gestione del risarcimento danni provocati da fauna selvatica.
Fonte: Parchi e Associazioni
– Materiale didattico, guide e incontri di educazione ambientali.
Fonte: Web
– In rete ci sono molti siti che parlano di lupi ma solo in pochi si occupano seriamente a far conoscere il vero lupo.

Troverete documenti utili nel sito dell’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale: ISPRA

Nel sito del lupo selvatico italiano: entra QUI

Nel Centro per lo Studio e la Documentazione sul Lupo CSDL

Nel sito della regione Piemonte: QUI

Nel centro faunistico uomini e lupi, parco alpe marittime: QUI

Inoltre tutte le regioni, le province e molti parchi hanno pubblicato e continuano a produrre documentazione utile per le nostre ricerche.

2. Scegliere le attrezzature

– Il binocolo
Incrementare le nostre possibilità di osservazione è essenziale in quanto il lupo si muove prevalentemente in condizioni di luce scarsa. Con il binocolo le probabilità di scorgerli aumentano molto. Per scegliere un binocolo consiglio di leggere gli approfondimenti nel blog: QUI

– Il corpo macchina
Deve avere almeno due caratteristiche, essere robusto e avere il sensore a formato pieno ad alta sensibilità. Portare per le montagne una macchina fotografica significa esporla a condizioni estreme, pioggia, polvere, freddo e caldo ma anche gli urti sono all’ordine del giorno. Dovete essere pronti a scattare a mano libera e con sensibilità alte; come ampiamente illustrato nel mio libro i lupi si muovono quasi sempre in condizioni di scarsa luce. Leggi le altre informazioni nell’apposito articolo QUI

– Gli obiettivi
Ottiche maneggevoli e resistenti ti consentiranno di avere buoni risultati soprattutto nella ricerca vagante. Vai all’apposito articolo sempre in questo blog QUI

Molte altre informazioni nel mio libro, nel blog dell’associazione Provediemozioni.it, e negli incontri che svolgiamo tutte le settimane.

3. Conoscere alla perfezione la tecnica fotografica

Per chi vuole iniziare con il piede giusto consiglio un buon corso fotografico di base, in tutte le città italiane ci sono circoli e associazioni che propongono corsi alla portata di tutti. Bisogna essere sempre pronti per potere scattare anche in situazione di scarsa luce, sotto la pioggia e con la neve, come forse già sapete è proprio in queste condizioni che i nostri amici si faranno vedere. La difficoltà non è solo portarsi sulle spalle gli attrezzi, bisogna mettere a fuoco, fare tutte le impostazioni al buio e nel silenzio più completo. Le foto dei lupi selvatici sono rarissime e di solito non si scarta mai niente. Quelle che per ogni altro animale selvatico butteremmo via senza pensarci per il lupo sono documenti preziosi e a volte possiamo anche stamparle o pubblicarle. In ogni caso è sempre consigliabile scattare anche nel formato RAW, sapendo che in mancanza di luce i colori tendono a “sparire” nei toni di grigio medio.

Ecco un esempio:
Ho scattato questa foto una mattina molto prima dell’alba con la mia Nikon D300s a 1600iso e obiettivo 500mm Sigma alla massima apertura del diaframma f4,5 e tempo di scatto 1/160, su un robusto cavalletto.
Non essendo un esperto della post produzione vi propongo le tre versioni che ho ricavato dal file JPG, solo come esempio.

Foto 1 – come scattata in JPG ho solo sistemato un po’ il contrasto. Spesso i selvatici schivi come il lupo sono troppo lontani e di solito non abbiamo molto tempo per ragionare anche sulla composizione, per questo preferisco la posizione centrale del soggetto e faccio i miei ritagli con più cura a casa.

Foto 1) come scattata

Foto 1) come scattata

Foto 2 – ritagliata circa del 50% e migliorato, secondo le mie capacità, il colore, la luce e il contrasto. Si può ottenere forse una stampa buona.

Foto 2) ritagliata al 50%

Foto 2) ritagliata al 50%

Foto 3 (in copertina)– ritagliata del 75% circa e poche correzioni. Utilizzabile solo per il web.

Foto 3) ritagliata al 75%

Foto 3) ritagliata al 75%

Sono graditi i vostri commenti.
Antonio Iannibelli

2 Comments

  1. gianmario

    Ho avuto il piacere di condividere con te dei pezzi di “montagna”.
    Il pollino come l’ho visto con te resta ancora la mia fonte di ispirazione per quando vado al sud in vacanza. Purtroppo ci vado solo ogni tre o quattro anni, però i tuoi consigli mi sono sempre stati preziosi.
    Cercherò di acquistare il tuo libro perchè meriti fiducia, sei una splendida persona. Ciao, Gianmario

    • Gianmario grazie, ricordo con piacere il nostro incontro. Sapere che il Pollino è rimasto nel tuo cuore mi rende felice. Nel mio libro troverai il Pollino degli anni sessanta e la speranza che in futuro i lupi continueranno ad ululare … ma altre montagne si collegano al Pollino attraverso la dorsale appenninica, la grande casa dei lupi che animano il mio libro.
      In bocca al lupo

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