Il parco nazionale del Pollino, come arrivare

Il parco nazionale del Pollino, come arrivare

Come e cosa visitare, quali sono le principali vie di accesso del parco nazionale più grande e più selvaggio d’Italia

Il Pollino national park è situato nella parte più stretta della nostra penisola, tra il Mar Ionio e il Mar Tirreno, all’estremo nord della Calabria e all’estremo sud della Basilicata. E’ composto da 56 comuni, situati in quattro grandi valli con altrettante vie di accesso che consentono di raggiungere e visitare il territorio in modo comodo e semplice. Tra le vie di grande comunicazione vi sono due linee ferroviarie nazionali che interessano il Parco. Lungo la costa tirrenica sono due i comuni interessati dalla ferrovia dai quali si può fare tappa: Praia a Mare e Belvedere Marittimo, mentre nella costa ionica la stazione più vicina al Parco è a Villapiana. Ma le vie asfaltate sono le più indicate per poter godere appieno delle grandi opportunità di questo Parco.
Quattro sono le principali:
1- l’autostrada Salerno – Reggio Calabria (SA-RC), che attraversa il Parco da Laino Borgo a Frascineto.
2- la statale 106 (S.S. 106) sulla costa ionica
3- la statale 18 (S.S. 18) sulla costa tirrenica che, insieme alla S.S. 106, sfiorano solo in parte il territorio, ma creano importanti collegamenti con le zone più interessanti del Parco.
4- la statale 653 (S.S. 653 – SINNICA) che segue la valle del fiume Sinni e collega la SA-RC con la S.S. 106.

Per chi proviene dall’adriatica A14 è conveniente proseguire sulla S.S. 106 verso Reggio Calabria e imboccare la S.S. 653 – SINNICA nei pressi di Policoro, per poi procedere lungo la Val Sarmento o la Valle Frido. Altrimenti dalla S.S. 106 continuare verso RC fino a Villapiana e risalire verso il centro del Parco percorrendo la S.S. 92 in direzione di Francavilla Marittima e Civita.

Mentre chi giunge dalla A3 SA-RC può imboccare la SINNICA a Lauria nord se intende accedere dalle Valle Frido e Val Sarmento, altrimenti proseguire in direzione RC e utilizzare l’uscita di Laino Borgo per la parte alta del fiume Lao.
Oppure avvalersi dell’uscita di Mormanno per la Grotta del Romito, la parte bassa del fiume Lao e per Papasidero.
Ma è molto interessante per chi visita le prime volte il Parco continuare e uscire a Campotenese, situato nel cuore di quest’ultimo dal quale si possono visitare sia le bellezze della catena dei monti del Pollino che quelle dell’Orsomarso, situate nella parte meridionale del territorio.

Possiamo così dividere in quattro grandi porte gli accessi principali al Parco Nazionale del Pollino:

1° Entrando dalla Sinnica ovest pervenendo dalla A3.

2° Entrando dalla Sinnica est pervenendo dalla S.S. 106.
In entrambi i casi si accede a quattro grandi aree di interesse turistico:

A – Il bacino artificiale di Monte Cotugno, più comunemente conosciuto come Diga di Senise, uno dei più grandi laghi europei costruiti dall’uomo. Numerosi sono gli uccelli che frequentano le sue acque, i più importanti sono la Cicogna Nera e il Nibbio Reale.

B – La zona di Monte Alpi, una delle cime più alte del Parco (1900m) con una delle stazioni del rarissimo Pino Loricato.

C – La Val Sarmento, con le rocce laviche di Timpa delle Murge e Timpa di Pietrasasso. Il fantastico paese di Terranova del Pollino e le Gole del Garavina.

D – La Valle del Frido, la più importante e la più organizzata dal punto di vista turistico. San Severino Lucano, il paese che può accogliere migliaia di visitatori con i suoi modernissimi alberghi. Molti i punti di interesse naturalistico, il Bosco Magnano, le Gole del Frido, il Santuario della Madonna del Pollino e il più importante punto di partenza per i monti più alti e i Pini Loricati; Colle dell’Impiso.

3° Entrando invece dalla Valle del Raganello abbiamo due grandi zone di interesse turistico:

E – La parte storica e monumentale dei caratteristici paesi in pietra di Cerchiara di Calabria e San Lorenzo Bellizz,i con il santuario delle Madonna delle Armi, la grotta delle ninfee e l’abisso del Bifurto.

F – La parte escursionistica delle Gole del Raganello, dove si possono mettere alla prova le diverse discipline sportive della montagna dal torrentismo all’arrampicata.
In questa zona sono presenti molti dei grandi rapaci italiani; il Capovaccaio, il Grifone, l’Aquila, il Falco Cuculo, il Falco Pellegrino ecc.

4° Dalla S.S. 18, dove si può risalire la Valle del Lao seguendo la S.S. 504 che si inerpica nella parte più selvaggia e inesplorata del Parco.
Anche qui due importanti zone di grande interesse turistico:

G – Orsomarso, con la lussureggiante valle del torrente Argentino e la sua riserva, dove vive il più grande nucleo italiano di Capriolo Italico, autoctono.

H – Papasidero, con il santuario della Madonna di Costantinopoli e la grotta del Romito, dove sono presenti numerosi reperti archeologici risalenti a circa 20.000 anni fa, oltre che al magnifico graffito del Bos Primigenius di circa 12.000 anni fa.
5° Anche l’uscita di Laino Borgo dell’A3 offre alcune particolarità interessanti, consente di visitare le grandi gole del Lao, accompagnati dagli esperti di rafting del Canoa club, e di essere ospitati da alcuni agriturismi tra i più moderni e accoglienti del Parco.

6° Mormanno, che si trova in una posizione intermedia per potersi spostare nelle aree più verdi e selvaggie del Parco.

7° Campotenese, la più indicata per chi vuole fermarsi per più giorni e godersi le bellezze dell’intero Parco, da qui con 20 minuti in macchina si possono raggiunger le Gole del Raganello, la Grotta del Romito, il centro rafting del Lao, il Colle dell’Impiso (il più importante punto di partenza per le escursioni sulle vette e per vedere i Pini Loricati) e il Piano Novacco, dove partono i sentieri per i monti dell’Orsomarso.

La parte centrale del parco può essere raggiunta solo a piedi e merita almeno una visita per ogni stagione, l’abbiamo denominata zona P (sta per Pollino, Piani, Posto Principale, Primario ecc…).

P – Il cuore del Parco. Questa zona comprende le 5 cime più alte che superano i 2000m e le zone in assoluto più belle; Monte Pollino, Serra Dolcedorme, Serra Crispo, Serra Delle Ciavole, Serra del Prete, Grande Porta del Pollino, Il Patriarca, i secolari Pini Loricati ecc. Raggiungibile solo a piedi da tutte le porte indicate, il punto di partenza più agevolato per arrivarci è il Colle dell’Impiso.

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