Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Pollino – Nasce da un’ idea di Franco Rocco e di Antonio Iannibelli la selezione di ‘LORICANDA’ una rara lavanda spontanea che cresce nelle pietraie del Parco nazionale del Pollino. I due “pollinesi”, nel 2007 decisero di realizzare un progetto di coltivazione. Dopo un’accurata scelta sul campo affidarono la selezione all’Istituto di Biometeorologia IBIMET del CNR di Bologna, centro riconosciuto di conservazione del germplasma. Il tutto è stato realizzato con l’obiettivo di creare una vera lavanda selvatica, non solo per uso officinale ma anche a scopo ornamentale, per la cucina e per il più classico uso in cosmetica.

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Sin dalla raccolta delle piantine selvatiche i due protagonisti hanno voluto mantenere intatte le origini e dare un nome che identificasse con chiarezza la località e le qualità superiori di questo miracolo della natura.
Le otto piantine, utilizzate per la selezione, sono state raccolte dai protagonisti nel Parco del Pollino, in aree esposte a sud, ad una altezza sul mare tra 1600 e 1700 metri, in un territorio a cavallo del confine calabro lucano. Queste ‘piante madri’ sono state accuratamente scelte tra le più vigorose e robuste e poi consegnate al CNR, che con il coordinamento del dr. Stefano Predieri e Francesca Rapparini hanno curato il mantenimento e la propagazione delle piante originali. Quindi sono stati selezionati i tre “capostipiti” con le caratteristiche migliori e lo stato fitosanitario ottimale: si chiamano “Loricanda A”; “Loricanda 3” e “Loricanda 4”. Da questi tre ecotipi sono state ottenute nuove piantine che, moltiplicate in vitro, mantengono tutte le caratteristiche genetiche e sanitarie.

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Il nome, anch’esso appositamente studiato dai due ideatori, rispecchia con chiarezza le sue origini pollinesi: si tratta della fusione di due parole LORICATI e LAVANDA. L’idea e,̀ appunto, di posizionare geograficamente le origini e di dare una visione del suo habitat. Tutte le persone che conoscono i pini loricati sanno che l’unica stazione italiana si trova nel Parco nazionale del Pollino e soprattutto nell’area degli Appennini calabro lucani.

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

 

Loricanda anche per comprendere la robustezza di queste piante, perché vivere tra i Pini loricati vuol dire vivere in condizioni estreme. Infatti loricati vuol dire “corazzati” (dalle loriche degli antichi romani). I pini loricati sono anche il simbolo del parco e monumenti naturali di straordinaria bellezza. Questo nome è un giusto riconoscimento al territorio. Questa lavanda dalle caratteristiche molto selvatiche (di dimensione molto più piccola rispetto alla più comune lavanda che attualmente viene coltivata), e con il suo speciale aroma che ha guidato la scelta dei due selezionatori, indica che da queste piante si potranno produrre oli e profumi pregiati e inconfondibili.

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Le analisi attualmente in corso forniranno un supporto scientifico alla valorizzazione di questa risorsa del territorio. La lavanda spontanea nel Pollino cresce in territori poco frequentati dall’uomo e dagli erbivori. Soprattutto in luoghi con pendenza elevata e ai bordi di pietraie in continuo movimento, non è difficile però osservarla anche in alcune scarpate artificiali delle strade di montagna.

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Vive soprattutto nei versanti esposti a sud e ad una altezza sul livello del mare compresa tra 1.000 e 1.800 metri, a volte in condizioni davvero estreme dove condivide l’habitat con i pini loricati e poche altre erbe selvatiche come le genziane e i semprevivi. Gli animali che condividono l’habitat con la lavanda sono invece la coturnice, la lepre italica, lo scoiattolo meridionale, il picchio nero, il codirossone ecc. Solo per citare i più rari e per indicare il grande valore naturalistico di questo territorio che non a caso e ben protetto nel parco nazionale più selvaggio e più esteso del nostro Paese.

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

La sua struttura è adeguata alle condizioni climatiche ed è in grado di sopravvivere anche lunghi periodi sepolta dalla neve. I fusti sono robusti e ben coperti da una spessa corteccia mentre steli, rami e foglie sono corti e sottili per resistere al vento che insistente soffia su queste vette. Anche le infiorescenze sono molto piccole e comprendono mediamente cinque otto fiori, ci sono comunque spighe di soli due fiori e altre con una dozzina massima di corolle. Le differenze fisiche sono molto evidenti rispetto alla sorella maggiore e la struttura complessivamente risulta più piccola.

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Altezza dal suolo circa 40 cm, diametro dei cespugli mediamente non supera i 60 cm di diametro, durante tutto l’anno è facilmente individuabile soprattutto nelle pietraie di alte quota.

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Loricanda, la lavanda selvatica del Pollino

Attualmente le piantine riprodotte in laboratorio sono state piantate nella tenuta di Rocco Franco presso il B&B chalet Rocco nella Piana di Campotenese in pieno Parco nazionale del Pollino a circa 1.100 metri sul mare. A breve saranno anche nella proprietà terriera di Iannibelli nei pressi del Bosco Magnano, nel Giardino Botanico della fattoria di Pimpinella sui colli Bolognesi e in località Ca’ di fos a Gaggio Montano

 Antonio Iannibelli

Habitat della lavanda selvatica del Pollino

Habitat della lavanda selvatica del Pollino

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