Escursione fotografica tra i pini loricati del Pollino.

Escursione fotografica tra i pini loricati del Pollino.

9 dicembre 2018

Accompagnare i propri amici in montagna molte volte riserva delle piacevoli sorprese. E’ successo anche con Alessandra e Massimo che puntuali si sono presentati all’appuntamento belli carichi di entusiasmo. Entrambi con una grande voglia di conoscere i pini loricati del Pollino, e nonostante le mutevoli condizioni atmosferiche abbiamo trascorso insieme una piacevole giornata. Anche per me che non era certo la prima volta che percorrevo quei sentieri è stato un momento indimenticabile. Infatti oltre la particolare bellezza del paesaggio e la posizione dominate sul mare sono proprio gli eventi atmosferici a rendere questi luoghi diversi ogni volta.

Pollino 9 dicembre 2018  alba tra i pini loricati Pinus eucodermis
Pollino 9 dicembre 2018 alba tra i loricati Pinus leucodermis

Il sole, il ghiaccio, il vento, la nebbia e la pioggia sono stati i protagonisti di questa sorprendente ascesa a Serra Crispo e i giusti ingredienti per vedere apparire anche il misterioso spettro di Brocken. La nebbia inoltre crea un atmosfera magica e consente di mettere in evidenza le silhouette dei pini loricati, monumenti naturali unici al mondo. Il tempo si sa in montagna è sempre variabile quello che invece non deve cambiare sono le precauzioni da prendere ogni volta. Con il giusto abbigliamento e le adeguate attrezzature è possibile godere fino infondo dei benefici che la montagna ci dona. Pur percorrendo lo stesso sentiero, infatti, ogni volta è diverso, ogni volta si scoprono particolari nuovi e ogni volta diventa meraviglioso in base alla stagione, al clima e non ultimo ai compagni di viaggio.

A dimostrazione di tutto questo ci sono le nostre macchine fotografiche che ogni volta catturano immagini uniche e la voglia di ritornare è sempre più forte.   

Pinus leucodermis
La meraviglia di Massimo e Alessandra Pinus leucodermis

Le parole di Alessandra e Massimo

Attendevamo questo giorno da diverso tempo. L’eccitazione era tale che siamo arrivati in anticipo al nostro punto d’incontro. Abbiamo goduto in silenzio il buio prima dell’alba. Durante il viaggio in auto per raggiungere il rifugio da cui saremmo partiti, abbiamo ascoltato le parole di Antonio, la sua voce soave che già si faceva amare dai nostri sensi. Raccontava il suo essere con tale semplicità che i pensieri nella testa si rilassavano, volevamo solo sapere e capire tutto il mondo che conosciamo così poco, fatto di profumo di foglie secche bagnate e suoni dell’acqua che scorre tra i sassi, ossigeno gelido nei polmoni e luci, colori che s’infiltrano in ogni angolo di splendore che la natura regala. E volevamo respirare quell’eterno ad occhi chiusi e sentirci a casa comunque vada, amati, grati, vivi.

Parcheggiata l’auto abbiamo atteso che qualche luce ci facesse strada e ci siamo incamminati. Abbiamo osservato l’alba all’interno delle gocce di rugiada.

Antonio è un angelo, non una semplice guida, è un custode di questa terra, dal sapere arcaico, un guerriero difensore dei suoi abitanti. Degli anni che ha ne dimostra metà, la gioia di vivere gli invade ogni cellula, i suoi occhi brillano, i suoi passi sono leggiadri, schivi e silenziosi. Lungo la salita sembrava spostarsi senza poggiar i piedi al suolo, di quella magia noi eravamo i goffi ospiti rumorosi e indesiderati. Ma lui ci ha concesso di esplorare l’incanto di quelle terre che di passi ne ha visti molti quando, un tempo, non vi erano i collegamenti che utilizziamo oggi per passare da una regione all’altra. Con pazienza, si è fermato molte volte a raccontare, spiegare, raccomandare con un sottile filo di voce. Abbiamo imparato e potuto godere e assimilare un po’ della sua casa, la terra dei lupi e dei pini loricati.

Pinus leucodermis
Un abbraccio ai giganti buoni i pini loricati Pinus leucodermis

Alle 8 del mattino eravamo già fuori dal bosco sulla radura e il sole alto ci accompagnava ed illuminava ogni cosa, tutto era stupendo: le foglie gelate, i colori spettacolari, il contrasto tra l’azzurro del cielo e lo scuro delle rocce in penombra, la galaverna sugli alberi, le sagome dei pini loricati che spiccavano in grandezza e, nonostante la lontananza, erano così imponenti.

Pinus leucodermis
Alessandra e Massimo all’ombra dei Gemelli Pinus leucodermis

Sull’erba ghiacciata scorgevamo le prime tracce di lupi. Continuando sul sentiero Antonio ci spiegava le loro abitudini, ad un certo punto ci siamo imbattuti in una carcassa di mucca, evidente pasto di diversi animali saprofagi. Da quel momento Antonio ha iniziato ad analizzare il territorio circostante per cercare di seguire il tragitto percorso dai lupi, noi camminavamo dietro ai suoi passi per non disturbare la sua concentrazione. Tra orme nel fango e tracce di urine sul terreno, abbiamo scoperto, grazie alle spiegazioni, di trovarci ad un crocevia in cui le famiglie di lupi passano per compiere i loro spostamenti. Perse le loro tracce abbiamo ripreso il sentiero continuando per la nostra meta, il giardino degli Dei.

Risalendo i pianori, ricoperti di brina ghiacciata e adornati dalla particolare presenza di macchie di ginepro nano sparse ovunque, paesaggio selvaggio dalla bellezza disarmante, siamo stati sorpresi nel trovarci al cospetto dei primi pini loricati, vere e proprie autorità millenarie che di occhi increduli ne avranno avuti addosso chissà quanti. È lì che, su indicazione di Antonio, abbiamo scelto, incontrato ed abbracciato ciascuno il proprio albero, come la leggenda vuole, stabilendo una connessione emozionante, esprimendo un desiderio e promettendo di tornare molte volte a visitare quell’entità primordiale.

A questo punto le condizioni del tempo sono cambiate improvvisamente, quasi a voler mettere alla prova la nostra tenacia. Nubi gelide e veloci, un vento assordante che si infrangeva sulle rocce, sembravano averci persuasi dal continuare, ma per Antonio era tutto normale, lui si destreggiava con naturalezza e passo sicuro lungo la salita e noi lo seguivamo bagnati e stremati, ma estasiati da quanta bellezza riempiva i nostri occhi. Nonostante le gocce di pioggia ghiacciate che ci pungevano i volti e le raffiche fortissime di vento gelido che rendevano ancora più faticosi gli spostamenti, siamo riusciti a vedere gli esemplari di pini loricati più anziani, tra cui i ‘gemelli’ così soprannominati, e quelli dalle forme e posizioni più particolari, a godere di sfondi stupendi offuscati dalle nubi e a raggiungere poi la vetta Serra di Crispo.

 La soddisfazione superava di gran lunga la stanchezza ed il desiderio di tornare era presente ancor prima di aver abbandonato quel paradiso. La discesa ci vedeva stremati, bagnati e infreddoliti, la strada del ritorno sembrava più lunga ma, una volta giunti in auto, sui nostri volti erano impresse espressioni di gioia e magnifici sorrisi di felicità.

Pinus leucodermis
Pini loricati verso Serra delle Ciavole Pinus leucodermis
Pinus leucodermis
Pini loricati nei pressi di Serra delle Ciavole Pinus leucodermis
Pinus leucodermis
Ombre ai piani del Pollino Pinus leucodermis
Pinus leucodermis
Piani del Pollino Pinus leucodermis
Pinus leucodermis
Nei pressi della Grande porta del Pollino Pinus leucodermis
Carcassa Pollino
Carcassa di mucca nel Pollino
Canis lupus italicus
Impronta di lupo su neve Canis lupus italicus
Pinus leucodermis
Verso la Porticella Pinus leucodermis
Pinus leucodermis
Pollino 2018 ai piedi di Serra Crispo Pinus leucodermis
Pinus leucodermis
Verso la valle del Raganello Pinus leucodermis
Pinus leucodermis
Dai pini loricati verso la valle del Raganello si vede il monte Sellaro e oltre il golfo di Sibari Pinus leucodermis
Pinus leucodermis
Pini loricati adulti, giovani e vecchi Pinus leucodermis
Le sagome dei pini loricati sono ben visibili grazie allo sfondo bianco della nebbia Pinus leucodermis
Pollino 2018 Pinus leucodermis
Pinus leucodermis
Sagome nella nebbia Pinus leucodermis
Pinus leucodermis
Serra Crispo Parco nazionale del Pollino Pinus leucodermis
Spettro di Brocken
Spettro di Brocken; Parco nazionale del pollino Serra Crispo
Serra Crispo Pollino
Serra Crispo Parco nazionale del Pollino

Dal profondo dei nostri cuori un grazie a te, Antonio, per questa memorabile esperienza, per averci accolti, guidati e per averci insegnato ad amare la tua terra. Ed un arrivederci alla prossima avventura insieme!

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