Di Antonio Iannibelli
PREMESSA: alla luce degli attuali lavori in corso (2026) e dei progetti di edificazione futuri previsti per il comparto Bertalia-Lazzaretto, emerge una profonda e fondata preoccupazione per il rischio di una drastica riduzione delle aree verdi e per il conseguente, pesante impatto sulla fauna selvatica. Il timore maggiore riguarda la compromissione irreversibile delle risorse naturali vitali: l’accesso all’acqua, la disponibilità di cibo e la conservazione delle aree boschive che fungono da indispensabile rifugio.
A questo si aggiunge la minaccia di un’ulteriore e pericolosa frammentazione degli habitat, destinata ad aggravarsi a causa dell’inevitabile aumento del traffico veicolare e della pressione antropica previsti per la zona. Auspico pertanto, con assoluta fermezza, che vengano eseguite rigorose e trasparenti Valutazioni di Impatto Ambientale e che sia garantita, prima di ogni altra logica di sviluppo edilizio, la salvaguardia integrale di questo prezioso ecosistema. Difendere questo spazio verde non è solo un dovere etico verso la vita degli animali selvatici che lo abitano, ma una necessità imprescindibile per tutelare la salute e la qualità della stessa vita umana.
INQUADRAMENTO GEOGRAFICO E FUNZIONE ECOLOGICA: il comparto Bertalia-Lazzaretto, con i suoi circa 73 ettari di estensione, rappresenta un polmone verde insostituibile per la città di Bologna e un tassello di primaria importanza per l’equilibrio ecologico metropolitano. Situata in un’area periurbana compresa tra le zone densamente abitate di via di Bertalia, via del Lazzaretto e via Terracini, l’area funge da cerniera vitale di collegamento con il corridoio ecologico del fiume Reno, precisamente sulla sponda destra del Parco Reno. Questa fondamentale connessione naturale garantisce la continuità della rete natura urbana verso sud, in direzione dei Colli Bolognesi e dell’Appennino, e verso nord, prolungandosi fino alla pianura padana e alle coste marine. La salvaguardia di questo comparto è dunque un imperativo categorico per mantenere intatta la Rete Ecologica locale, offrendo un rifugio sicuro per la fauna selvatica e un baluardo per la salute pubblica.




L’IMPORTANZA DEL VERDE NEL CONTRASTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI: in un’epoca storica segnata da una pressante crisi climatica, caratterizzata da estati sempre più torride e da precipitazioni sempre più violente e concentrate, le aree verdi urbane come Bertalia-Lazzaretto smettono di essere semplici spazi vuoti in attesa di cemento e si rivelano infrastrutture salvavita.
Mitigazione delle ondate di calore: La densa copertura vegetale, che include boschi e grandi farnie secolari, agisce come un formidabile condizionatore naturale. Attraverso l’ombreggiamento e i processi di evapotraspirazione, quest’area abbatte il drammatico effetto isola di calore urbana, garantendo temperature al suolo nettamente inferiori rispetto alle limitrofe distese di asfalto.
Prevenzione degli allagamenti: Di fronte al ripetersi di piogge torrenziali, il suolo permeabile e la fitta rete di radici agiscono come una spugna naturale. Quest’area verde rallenta il deflusso superficiale delle acque, favorendo l’assorbimento nel terreno e alleggerendo il carico sulle reti fognarie, proteggendo di fatto i cittadini dei quartieri vicini da pericolosi allagamenti.
BIODIVERSITA’ E MONITORAGGIO DELLA FAUNA SELVATICA: i prolungati monitoraggi condotti sul campo hanno permesso di accertare che il comparto non è un’area degradata, bensì un ecosistema ricco, complesso e brulicante di vita, che ospita un numero impressionante di esseri viventi.
Avifauna: le indagini visive e strumentali, supportate dalle osservazioni condotte nell’area urbana e documentate anche in anni passati, hanno rilevato la presenza di decine di specie di uccelli, molte delle quali particolarmente protette. Tra le specie legate agli ambienti umidi e al Canale Ghisiliera figurano il Martin pescatore Alcedo atthis, la Ballerina bianca Motacilla alba, la Ballerina gialla Motacilla cinerea, il germano reale Anas platyrhynchos, l’Airone cenerino Ardea cinerea, Migliarino di palude Emberiza schoeniclus, la Garzetta Egretta garzetta, l’Airone guardabuoi Bubulcus ibis, il Piro piro boschereccio Tringa glareola, il Porciglione Rallus aquaticus e la Beccaccia Scolopax rusticola. I rapaci, sia diurni che notturni, mantengono l’equilibrio della catena alimentare locale: Falco Pellegrino Falco peregrinus, Poiana Buteo buteo, Sparviere Accipiter nisus, Gheppio Falco tinnunculus, Civetta Athene noctua, Assiolo Otus scops e Gufo comune Asio otus.
Il comparto è inoltre abitato da un’incredibile varietà di picchi e passeriformi, tra cui: Picchio verde Picus viridis, Picchio rosso maggiore Dendrocopos major, Picchio rosso minore Dryobates minor, Picchio muratore Sitta europaea, Torcicollo Jynx torquilla, Saltimpalo Saxicola rubicola, Pettirosso Erithacus rubecula, Ghiandaia Garrulus glandarius, Gazza Pica pica, Fiorancino Regulus ignicapilla, Regolo Regulus regulus, Codibugnolo Aegithalos caudatus, Cinciallegra Parus major, Cinciarella Cyanistes caeruleus, Rampichino Certhia brachydactyla, Merlo Turdus merula, Fringuello Fringilla coelebs, Frosone Coccothraustes coccothraustes, Verdone comune Chloris chloris, Verzellino Serinus serinus, Fagiano Phasianus colchicus, Colombaccio Columba palumbus, Colombi Columba livia, Zigolo nero Emberiza cirlus, Luì piccolo Phylloscopus collybita, Tortora dal collare Streptopelia decaocto, Passera scopaiola Prunella modularis, Parrocchetto dal collare Psittacula krameri, Rigogolo Oriolus oriolus, Storno Sturnus vulgaris, Upupa Upupa epops, Cornacchia grigia Corvus cornix, Tordo bottaccio Turdus philomelos, Capinera Sylvia atricapilla, Sterpazzola Sylvia communis, Sterpazzolina Sylvia cantillans, Rondine Hirundo rustica, Rondone Apus apus, Balestruccio Delichon urbicum, Frosone Coccothraustes coccothraustes, Scricciolo Troglodytes troglodytes.




Mammiferi, Rettili e Anfibi, la fitta vegetazione e i corridoi naturali garantiscono la presenza stabile di importanti mammiferi come il Capriolo Capreolus capreolus, la Volpe Vulpes vulpes, l’Istrice Hystrix cristata, il Tasso Meles meles, il Riccio Erinaceus europaeus, lo Scoiattolo Sciurus vulgaris e la Nutria Myocastor coypus. Per quanto riguarda l’erpetofauna, l’ecosistema si rivela ottimale per anfibi sensibili come il Tritone Triturus spp., le Rane verdi Pelophylax esculentus complex e il Rospo comune Bufo bufo, il Rospo smeraldino Bufotes viridis, nonché per rettili come il Geco Tarentola mauritanica, la Lucertola muraiola Podarcis muralis, il Ramarro occidentale Lacerta bilineata e il Colubro d’Esculapio Zamenis longissimus.




Aree di riproduzione e nidificazione: l’aspetto più cruciale emerso dai monitoraggi è che l’area di Bertalia-Lazzaretto non è solo un semplice luogo di transito, ma un habitat di riproduzione d’elezione. Qui nascono e si riproducono stabilmente: Picchi Picidae, Merli Turdus merula, Capinere Sylvia atricapilla, Ghiandaie Garrulus glandarius, Tordo bottaccio Turdus philomelos, Colombacci Columba palumbus, Tortore dal collare Streptopelia decaocto, Rigogolo Oriolus oriolus, Parrocchetto dal collare Psittacula krameri, Storni Sturnus vulgaris, Cornacchie Corvus cornix, Gazze Pica pica e il Torcicollo Jynx torquilla e altre specie.
Altrettanto vitale è la riproduzione accertata di mammiferi quali Istrice Hystrix cristata, Tasso Meles meles, Volpe Vulpes vulpes e Capriolo Capreolus capreolus e altre specie. Sottrarre questo habitat significherebbe negare a queste creature il diritto fondamentale alla vita e alla continuità della propria specie.
NATURALITA’ DELLE ACQUE E DEL RETICOLO IDROGRAFICO: un elemento cardine per la sopravvivenza dell’intero ecosistema del comparto è rappresentato dalla presenza e dalla qualità dell’acqua. La rete idrica di superficie svolge un ruolo insostituibile per la salvaguardia della fauna selvatica, garantendo non solo l’approvvigionamento idrico indispensabile, ma anche lo sviluppo di quelle preziose specie vegetali acquatiche e terrestri necessarie per offrire riparo, siti sicuri per la riproduzione e risorse alimentari costanti nel tempo. Risulta pertanto di primaria importanza il mantenimento del percorso idraulico naturale della Canaletta Ghisiliera e della Canaletta Zanardi, vietando in modo categorico ogni forma di cementificazione degli argini. Opere di artificializzazione o intubamento distruggerebbero i delicati micro-habitat umidi. Solo preservando la naturalità delle sponde e la vegetazione ripariale spontanea è possibile salvare questa specifica e fragile biodiversità, assicurando la riproduzione vitale degli anfibi, la proliferazione degli insetti impollinatori e garantendo cibo e rifugio a tutta l’avifauna e ai mammiferi del comparto.




CORRIDOI ECOLOGICI E ATTRAVERSAMENTI FAUNISTICI SU VIA AGUCCHI: è essenziale aggiungere la necessità impellente di costruire corridoi ecologici sulla via Agucchi nel tratto che attraversa l’area dei passaggi naturali per la fauna selvatica e per la fauna minore. Attualmente questa via, molto trafficata, non offre alcuna possibilità di attraversamento in sicurezza per gli animali selvatici; servono cavalcavia appositi per i grandi mammiferi e sottopassaggi dedicati per la fauna minore. Questa esigenza è di primaria importanza perché, qualora venissero costruite nuove abitazioni o insediate ulteriori attività umane, il volume di traffico aumenterà inevitabilmente e la strada diventerà sempre più una barriera fisica insuperabile. Tale aspetto è fondamentale da risolvere, considerato che il collegamento continuo con l’ecosistema del fiume Reno è di vitale importanza per la sopravvivenza e gli spostamenti dei grandi mammiferi così come della fauna minore, tra cui rettili, anfibi e piccoli mammiferi.




FONDAMENTI GIURIDICI E COSTITUZIONALI A TUTELA DELLA FAUNA E DEI CITTADINI Procedere con interventi di edificazione senza salvaguardare questo prezioso ecosistema si configura come una grave violazione dei principi democratici e normativi vigenti. Costituzione della Repubblica Italiana: L’articolo 9 sancisce in modo inequivocabile che la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Inoltre, l’articolo 41 stabilisce che l’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute e all’ambiente. Legge 11 febbraio 1992, n. 157: Questa norma fondamentale, all’Articolo 1, definisce la fauna selvatica come patrimonio indisponibile dello Stato, tutelato nell’interesse della comunità nazionale. L’Articolo 2 elenca le specie particolarmente protette. Alterare i siti di nidificazione e distruggere le aree di riproduzione rappresenta una palese violazione di queste disposizioni e dei principi di tutela.
A questo proposito, è d’obbligo precisare che l’area di Bertalia-Lazzaretto ospita numerose specie che rientrano a pieno titolo nell’elenco delle specie “particolarmente protette” dalla medesima legge. Nello specifico, la normativa tutela in maniera rigorosa tutte le specie di rapaci diurni, tutte le specie di rapaci notturni e tutte le specie di picchi presenti nel comparto. A questa imprescindibile salvaguardia dell’avifauna, si aggiunge la necessaria tutela di specie protette: come l’istrice Hystrix cristata che gode di una protezione rigorosa a livello comunitario tramite la Direttiva Habitat, mentre il Tasso Meles meles e il Riccio Erinaceus europaeus sono specie interamente protette dalla normativa nazionale, in quanto escluse dalla lista delle specie cacciabili. La loro presenza rende l’area una nicchia ecologica inviolabile per la conservazione della biodiversità.




Volontà dei cittadini e qualità della vita: ignorare il valore di quest’area significa calpestare la volontà dei residenti e privarli del diritto inalienabile a un ambiente sano. In un contesto urbano così altamente antropizzato e posizionato a ridosso dell’Ospedale Maggiore (che rappresenta il secondo ospedale più grande di Bologna, un polo di rilievo regionale essenziale che ospita anche il laboratorio analisi più grande d’Italia), la vicinanza alla natura è una condizione necessaria per il benessere psico-fisico e la convalescenza dei cittadini e dei pazienti in cura presso questa enorme struttura sanitaria. Da segnalare in maniera altrettanto forte è la presenza della grande scuola adiacente, l’Istituto di Istruzione Superiore Rosa Luxemburg, una scuola secondaria di secondo grado che accoglie quotidianamente oltre 800 studenti, situata proprio all’interno del comparto del Lazzaretto. Per questi giovani studenti, poter godere della tranquillità garantita da un ambiente naturale sano contribuisce a una migliore capacità di concentrazione e offre l’inestimabile possibilità di studiare e ammirare direttamente sul campo le infinite sfumature e le continue variazioni stagionali. Vivere a contatto con ritmi naturali veri crea profondo benessere, allenta le tensioni quotidiane e favorisce un corretto e sano sviluppo sia fisico che psichico. Tutelare questo spazio significa tutelare la salute dei cittadini prima di tutto e difendere una convivenza pacifica e necessaria tra l’uomo e la fauna selvatica.





AGGIORNAMENTI E RIFERIMENTI FUTURI: i monitoraggi e le osservazioni sul campo proseguiranno nel tempo per garantire una tutela costante dell’area. Questa relazione tecnica completa è a disposizione di chiunque desideri approfondire l’argomento; può essere richiesta o consultata liberamente anche attraverso il Raggruppamento Provinciale delle Guardie Ecologiche Volontarie (CPGEV) di Bologna. Per futuri aggiornamenti, approfondimenti e per seguire l’evoluzione dei censimenti faunistici all’interno del comparto Bertalia-Lazzaretto, sarà possibile consultare il sito web ufficiale del CPGEV di Bologna https://www.gevbologna.org/ e su questo sito.
































