Tra fioriture preziose e memorie della Linea Gotica: una giornata di vigilanza a Monte Pero

Tra fioriture preziose e memorie della Linea Gotica: una giornata di vigilanza a Monte Pero

Di Antonio Iannibelli
Il nostro Appennino custodisce tesori inestimabili, fatti di biodiversità ed echi di un passato che non dobbiamo dimenticare. La mattina del 3 maggio, insieme al collega Davide Di Domenico, abbiamo intrapreso un servizio di perlustrazione partendo dal Centro sportivo di Vergato, salendo verso località Liserna per poi imboccare il sentiero 150A. Una giornata dedicata all’osservazione, alla tutela dell’ambiente e alla memoria storica del nostro territorio.

Si tratta di sei ore di camminata, in gran parte all’ombra del bosco che circonda il Monte Pero, un percorso da non sottovalutare perché si scende spesso in sentieri stretti e scivolosi, e perché le salite sono impegnative e lunghe. Si consigliano scarpe da trekking, bastoncini e un adeguato abbigliamento tecnico da montagna. Nello zaino, oltre alla macchina fotografica, può essere utile un panino e una borraccia di acqua; giunti in cima al monte mangiare qualcosa in compagnia risulta alquanto piacevole.

La prima parte del cammino ci ha condotti, attraverso una discesa scoscesa ma priva di criticità, fino al letto del torrente Croara. Risalendo nell’omonima valle, la natura ci ha regalato uno spettacolo visivo straordinario.

La primavera appenninica esplode in fioriture che ho voluto documentare con cura: tra i vecchi castagneti, ancora oggi attivi per la raccolta dei marroni, e i boschi di carpini e maggiociondoli, abbiamo ammirato le splendide peonie, l’elegante aquilegia comune e numerose orchidee selvatiche. Potrete ammirare in questo articolo una selezione di fotografie dedicate a queste meraviglie, perché conoscere la bellezza dei nostri boschi è il primo passo per imparare a rispettarli.

I grandi castagni ultracentenari raccontano la storia dei nostri Appennini, ed è davvero importante sapere che ancora oggi qualche montanaro resiste nel mantenere questa sana tradizione. Questi grandi alberi sono inoltre dei grandi condomini per la fauna selvatica, offrendo rifugio a specie come i picchi, i rapaci notturni, i pipistrelli e a una miriade di insetti.

Raggiungere la cima di Monte Pero non è solo un traguardo naturalistico, ma un vero e proprio tuffo nella storia. Qui abbiamo incrociato un gruppo di escursionisti, ai quali abbiamo fornito alcune indicazioni sui sentieri e illustrato le attività delle GEV.

Questo rilievo, per la sua posizione dominante che controlla l’accesso a Vergato e alla Valle del Reno, fu un caposaldo strategico di primaria importanza durante la Seconda Guerra Mondiale. Attraversato dalla Linea Gotica, Monte Pero era pesantemente fortificato per bloccare l’avanzata alleata. Da quassù, lo sguardo e il pensiero corrono naturalmente al vicino Monte Sole, luogo simbolo della Resistenza partigiana e di tragici eventi che hanno segnato la nostra terra. Oggi, camminare su queste creste significa percorrere un museo a cielo aperto, dove la natura ha pacificato i luoghi di battaglia ricoprendo le antiche trincee con fioriture rare. Un pannello informativo sulla vetta ci aiuta a non dimenticare le radici storiche di questi sentieri.
Proprio in quest’area abbiamo potuto apprezzare la presenza di diverse orchidee e del rarissimo dittamo, conosciuto anche con il nome volgare di Frassinella (Dictamnus albus).

Un piccolo ma doveroso promemoria: il dittamo, così come tutte le orchidee selvatiche e la peonia selvatica (Paeonia mascula), rientrano tra le specie rigorosamente protette. Di tutte queste piante è severamente vietata la raccolta, l’estirpazione o il danneggiamento, come stabilito dalla Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 2 del 24 gennaio 1977 sulla salvaguardia della flora spontanea.

È in contesti così ricchi e delicati che emerge l’importanza fondamentale della vigilanza ecologica. Il ruolo di noi GEV non si limita a passeggiare nei boschi, ma consiste nell’essere gli occhi e le orecchie del territorio. Il nostro compito è tutelare questo patrimonio da chi non ne conosce o comprende il valore. Anche in questa piacevole escursione, infatti, non sono mancati segnali preoccupanti: abbiamo incrociato moto da enduro fuori dai percorsi consentiti e mountain bike lanciate a forte velocità su sentieri troppo stretti, comportamenti che mettono a rischio sia l’incolumità degli escursionisti a piedi, sia la stabilità stessa di un ecosistema fragile.

Proteggere la fioritura di un dittamo o preservare il silenzio di un bosco che ha visto una pagina triste della nostra storia significa difendere la nostra casa comune. Noi GEV continuiamo a camminare per questo. (Vigilanza GEV Vergato 3 maggio 2026.)

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