Hesperiidae butterfly, piccola farfalla dei campi.
Giardino Nova Arbora, Badolo.
Nikon D700, Nikon micro 200mm f/4, 1/800 sec. f/4, ISO 100.
read moreNinfea, Nymphaea alba.
Giardino Nova Arbora, Badolo.
Nikon D700, Nikon micro 200mm f/4, 1/1250 sec. f/4, ISO 200, cavalletto.
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Cavolaia, Pieris brassicae. Giardino Nova Arbora, Badolo.
Nikon D700, Nikon micro 200mm f/4, 1/1000 sec. f/4, ISO 200.
read moreGiovane cavalletta tra i papaveri
Giardino Nova Arbora, Badolo.
Nikon D700, Nikon micro 200mm f/4, 1/800 sec. f/4, ISO 100.
read moreBorragine, pianta officinale utilizzata in cucina per piatti golosi e insalatine colorate.
Giardino Nova Arbora, Badolo.
Nikon D700, Nikon micro 200mm f/4, 1/800 sec. f/4, ISO 100.
read moreGiglio di palude e giovane libellula nel piccolo stagno del Giardino Nova Arbora, Badolo.
Nikon D700, Nikon micro 200mm f/4, 1/400 sec. f/4, ISO 200, cavalletto.
read morePer i naturalisti fotografi la scelta del binocolo è molto importante in particolar modo per la ricerca e lo studio del comportamento della fauna selvatica. Osservare gli animali senza essere visti, poter vedere in condizioni di scarsa luce e risparmiare lunghe camminate sono i vantaggi che un buon binocolo può darci. (more…)
read moreNella fotografia naturalistica realizzare buone foto in condizioni di scarsa luce è alquanto difficile. Ma le nuove macchine digitali ad alta sensibilità ci danno la possibilità di operare sempre più in condizioni estreme. Non avevo mai osato impostare 6400 iso ma quella mattina i lupi entrarono in azione ancora prima che potessi vedere del tutto, decisi di impostare il massimo della sensibilità, di aprire tutto il diaframma del mio 500mm sigma f4,5 e di mettere alla prova la nuova D700. Il tempo di scatto indicava un millesimo di secondo sufficiente all’uso a mano libera per seguire la rapida azione. Avevo visto a distanza l’avvicinarsi dei lupi ma non mi aspettavo il rapido evolversi dell’azione. Quando i cervi fiutarono i predatori decisero di allontanarsi tutti insieme, il caso volle che si diressero proprio verso di me e riuscii a scattare molte foto. Nel mirino vedevo solo i cervi ma quando deviarono alla mia destra anche due lupi, forse nel tentativo di anticipare i cervi, entrarono inaspettatamente nel campo inquadrato.
Una foto senza colori per mancanza di luce e per l’alta sensibilità ma si tratta pur sempre di un documento che racconta bene il comportamento dei selvatici e che con il sistema analogica sarebbe stato impossibile da realizzare.
Benvenuto digitale.
Foto di copertina: il Grande Pino simbolo del parco
Il Parco Nazionale del Pollino è situato nella parte più stretta della nostra penisola, tra il Mar Ionio e il Mar Tirreno, all’estremo nord della Calabria e all’estremo sud della Basilicata. E’ composto da 56 comuni, situati in quattro grandi valli con altrettante vie di accesso che consentono di raggiungere e visitare il territorio in modo comodo e semplice. Tra le vie di grande comunicazione vi sono due linee ferroviarie nazionali che interessano il Parco. Lungo la costa tirrenica sono due i comuni interessati dalla ferrovia dai quali si può fare tappa: Praia a Mare e Belvedere Marittimo, mentre nella costa ionica la stazione più vicina al Parco è a Villapiana. Ma le vie asfaltate sono le più indicate per poter godere appieno delle grandi opportunità di questo parco.
read moreNon capita spesso di vedere dei lupi e soprattutto non capita di vederli di notte ma quel giorno, la fortuna mi venne incontro, molto prima dell’alba potei vedere l’intera famiglia, erano cinque. Preparai l’attrezzatura e cercai in silenzio una posizione comoda per aspettare la luce.
Il binocolo guidava il mio sguardo tra un lupo e l’altro. Immaginavo già il rituale del risveglio… ma ancor prima che ciò potesse accadere, i lupi, come in risposta a un comando silenzioso scattarono in piedi simultaneamente, tre nel luogo esatto dove avevo puntato il mio teleobiettivo e gli altri due fuori dal campo visivo.
Era ancora buio ma vedendo gli animali correre istintivamente ho azionato la macchina fotografica che era impostata a priorità di diaframma, f5.6 ad una sensibilità di 3200 ISO, ne risultava un tempo di scatto 1/5 di secondo, molto lento per bloccare i lupi in corsa. Nel tentativo di seguirli con il teleobiettivo ho fatto una specie di panning involontario che nel monitor della mia reflex apparivano senza soggetti. Avevo bloccato la macchina fotografica sulla testa video e quando andai per spostarla nel tentativo di seguire i lupi ho rischiato di ribaltarla con tutto il cavalletto. A casa con calma cercai i lupi e l’unica immagine che ne conteneva qualche traccia è questa. Una foto inaspettata, che non saprei rifare, che forse non è nemmeno bella ma che racconta la vita sfuggente del lupo.
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