Finché ci saranno contadini e terre da coltivare i rapaci voleranno al crepuscolo.
Questi piccoli rapaci da qualche anno sembrano in continua espansione, dalla storica colonia di Matera hanno occupato molti centri nei paesi di Puglia e Basilicata. E’ possibile incontrarli occasionalmente in quasi tutte le regioni italiane ma si riproducono solo nelle due regioni meridionali in gran parte nella provincia di Matera e in alcuni comuni del tarantino, tra questi ultimi Laterza ospita diverse coppie anche nidificanti.
Si possono trovare tracce in tanti modi ma quando nevica tutto diventa più facile, il terreno innevato rileva ogni passaggio e come su una grande lavagna si possono leggere anche i segnali più minuti. Più di ogni altro chi fa ricerca sui lupi aspetta la neve come la manna dal cielo, solo con il terreno innevato infatti si possono scoprire alcuni segreti di questo misterioso carnivoro e sapere con buona approssimazione i luoghi che frequenta. Ma come per le altre tracce anche quelle sulla neve bisogna saperle riconoscere e vale quanto già scritto nel precedente articolo Come riconoscere le tracce dei lupi.
Learn MoreLe esperienze di un appassionato con i branchi dell’appennino bolognese
Mercoledì 25 febbraio 2015 ore 20,30
MUSE Trento
Entrata libera
Incontro divulgativo che si svolge nell’ambito di attività collaterali al progetto europeo Wolfalps al quale partecipa il MUSE di Trento.
Antonio Iannibelli racconterà con video e immagini le sue esperienze decennali a fianco dei branchi di lupi selvatici, in assoluta libertà, dell’Appennino bolognese.
Le impronte sul terreno
I lupi come altri animali sanno di lasciare segni sul terreno e li utilizzano per comunicare tra loro. All’interno del territorio che difendono ogni individuo si tiene in contatto con il branco soprattutto con le tracce odorose lasciate dagli escrementi e dalle ghiandole plantari. Per noi umani che non abbiamo un fiuto così fine non ci resta che saperle riconoscere visivamente ma con un po’ di esperienza possiamo cercare di carpire qualche informazione utile.
Learn MorePollino – Nasce da un’ idea di Franco Rocco e di Antonio Iannibelli la selezione di ‘LORICANDA’ una rara lavanda spontanea che cresce nelle pietraie del Parco nazionale del Pollino. I due “pollinesi”, nel 2007 decisero di realizzare un progetto di coltivazione. Dopo un’accurata scelta sul campo affidarono la selezione all’Istituto di Biometeorologia IBIMET del CNR di Bologna, centro riconosciuto di conservazione del germplasma. Il tutto è stato realizzato con l’obiettivo di creare una vera lavanda selvatica, non solo per uso officinale ma anche a scopo ornamentale, per la cucina e per il più classico uso in cosmetica.
Learn MoreDomenica 28 dicembre 2014 a Montalbano Jonico si è svolto l’incontro “Il lupo che non conosci” voluto dal circolo di Legambiente di Montalbano Jonico e patrocinato dal Comune. Nonostante le iniziative legate alle feste di fine anno la sala consiliare era stracolma di cittadini che ci hanno ascoltati per quasi due ore. La serata è iniziata con l’introduzione di Arturo Caponero presidente di Legambiente e si è conclusa con il saluto del sindaco Vincenzo Devincenzis.
Learn MoreDalla terra dei lupi un viaggio meraviglioso tra i pini loricati (Pinus leucodermis) del Pollino. Un percorso da fare in ogni stagione ma in pieno inverno le emozioni sono più interessanti, questi fossili viventi infatti si rivestono di galaverna e rendono ancora meglio le condizioni estreme in cui possono vivere. Dal santuario della Madonna del Pollino in circa tre ore si possono raggiungere i monumentali alberi del Giardino degli Dei.
Learn MoreUn capriolo zoppicante saliva per il calanco, raggiunto il crinale si guardò intorno per decidere quale direzione prendere. Scelse di scendere verso valle deviando per un pista tra le ginestre. Il capriolo non fece in tempo a sbirciare oltre i cespugli che un lupo gli saltò al collo e in un baleno si trovò a rotolare fin nelle acque del fosso sottostante. Potevo osservare la scena, dall’altra parte della valle, senza essere visto. Fui persino tentato di soccorrerlo ma, in men che non si dica, dai cespugli sbucarono altri due lupi che addentarono l’animale e in pochi minuti non rimase traccia.
Learn MoreFu un estate particolarmente fortunata, con i miei amici di ricerca rintracciammo una famiglia di lupi e per diversi giorni ci recammo nel piccolo bosco con la speranza di poterli vedere e magari fotografare. Una mattina di agosto eravamo al nostro appuntamento coi lupi, ma a un certo punto il silenzio generale ci fece pensare che gli animali si fossero dileguati. Più passava il tempo e più perdevamo le speranze, ma nonostante ciò, come ogni volta, non ci saremmo mossi dalla nostra posizione prima delle otto: era questa l’ora che con Gabriella e Fabio avevamo fissato come limite massimo per rimanere nelle macchie del Piccolo Bosco.
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