Di Antonio Iannibelli
Il Monte Radicchio è un’oasi di natura, quasi segreta. A differenza del suo dirimpettaio, il celebre Monte Sole, la sua quiete non è disturbata da strade o troppi visitatori. Forse proprio per questo il nostro team di GEV, composto da Monica, Roberto e me, Antonio, lo ha scelto come meta per una delle nostre vigilanze. Il SIC IT4070002 “Monte Radicchio e Rupe di Calvenzano” di Rete Natura 2000, si difende dall’impatto umano, mantenendosi vivo e selvaggio.
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Di Antonio Iannibelli
Incastonata tra centri abitati, infrastrutture viarie e aree agricole, l’Area di Riequilibrio Ecologico (ARE) del Torrente Idice nel comune di San Lazzaro di Savena (BO), rappresenta un prezioso corridoio ecologico e un rifugio per numerose specie animali e vegetali. Ciò testimonia l’importanza della conservazione di questi habitat, anche in contesti fortemente antropizzati. I sopralluoghi effettuati hanno permesso di documentare una notevole biodiversità, con particolare attenzione agli Uccelli, nonché ad alcune, singole specie animali di altri gruppi che rivestono particolare interesse.
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Di Antonio Iannibelli
Il fine settimana, 19 e 20 luglio, ci ha regalato un’esperienza davvero indimenticabile all’interno della suggestiva Oasi WWF di Montovolo. Un weekend interamente dedicato alla natura, all’esplorazione e alla scoperta della ricca biodiversità che caratterizza questo angolo incontaminato dell’Appennino bolognese.
L’iniziativa, organizzata in stretta collaborazione con il WWF, non è stata solo un’occasione per immergersi nella bellezza selvaggia, ma anche per compiere alcuni importanti lavori di ripristino ambientale.
Il Parco della Chiusa, conosciuto anche come Parco Talon, è un vero gioiello verde alle porte di Bologna. Deve il suo nome alla storica “chiusa” sul fiume Reno, un’antica opera idraulica che ne ha plasmato il paesaggio e la storia. Quest’area rientra nel SIC-ZPS “Boschi di San Luca e destra Reno” (codice IT4050029), a testimonianza del suo elevato valore naturalistico e della sua ricca biodiversità.
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Dopo la stimolante conferenza sul Ruolo naturale del lupo, che si è tenuta al Museo naturalistico di Pennabilli (RN), i colleghi GEV ci hanno gentilmente accompagnati per una visita del pittoresco centro storico di Pennabilli. La mite brezza primaverile e il melodioso canto degli uccelli hanno reso la passeggiata particolarmente piacevole, permettendoci di immergerci appieno nella bellezza del paesaggio che si trova interamente nel Parco Naturale Sasso Simone e Simoncello.
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Di Antonio Iannibelli
Il taglio di alberi di una vasta area ha destato preoccupazione per le sue possibili ripercussioni sull’ecosistema locale.
Lo scorso 8 maggio 2025 le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) di Bologna, coordinati dalla Polizia Locale della Città Metropolitana, si sono recati nel luogo del taglio del Comune di Malalbergo con l’obiettivo di censire gli alberi abbattuti e verificare eventuali danni alla fauna selvatica.
Il 30 gennaio 2025, nel mezzo dei “giorni della merla”, ho visitato l’Oasi WWF di Montovolo, un’area naturale di straordinaria bellezza e valore ecologico. In compagnia dei rappresentanti del WWF nazionale e di alcuni volontari locali, ho esplorato questo territorio immerso nel cuore dell’Appennino bolognese, all’interno del Sito d’Importanza Comunitaria (SIC-IT4050013), con un’estensione di quasi 80 ettari.
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Foto e testo di Antonio Iannibelli
Il Parco del Belpoggio è un’area pubblica situata nel Comune di San Lazzaro di Savena e fa parte dell’area contigua al Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa. Inserito nel sito di Rete Natura 2000 con il codice IT4050001, il parco è designato come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS). Questo status evidenzia l’importanza ecologica e la necessità di tutela di un’area che ospita habitat naturali e specie protette di interesse comunitario, contribuendo alla rete europea di spazi dedicati alla conservazione della biodiversità.
Di Antonio Iannibelli
Nella periferia di Bologna, nei pressi della zona industriale Roveri, si trova un piccolo angolo di natura che rischia di essere trascurato, ma che potrebbe invece rappresentare un’opportunità preziosa per la biodiversità e per il benessere della comunità locale. In questo spazio verde, pur essendo relativamente piccolo, si è sviluppata spontaneamente una ricca vegetazione, comprendente tra l’altro giovani alberi di vari generi e specie – come gelsi bianchi, farnie, olmi siberiani e campestri, bagolari, pioppi bianchi e pioppi neri cipressini, noci comuni, fichi -, una preziosa disponibilità di esemplari arborei che dovrebbe essere tenuta in grande considerazione, in previsione di un rimboschimento dell’area più che mai benvenuto nella lotta contro il riscaldamento globale. Questi alberi non solo contribuirebbero alla bellezza del paesaggio, ma offrirebbero anche rifugio e nutrimento a una moltitudine di specie animali.
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Di Antonio Iannibelli
Vi racconto una storia che mi tocca profondamente e che credo debba farci riflettere tutti. Nel cuore del Parco Don Bosco, a Bologna, due giovani faggi stanno lottando per la loro sopravvivenza. Un tempo facevano parte di un piccolo ecosistema rigoglioso, circondati da altri alberi, cespugli, e da un terrapieno che li proteggeva. Un angolo di verde, un vero polmone per la città, dove piante e animali coesistevano e contribuivano a rigenerare l’ambiente urbano.
Purtroppo, oggi la loro condizione è tragica. In seguito alla costruzione di una pista ciclabile, gli alberi che li circondavano sono stati abbattuti, il terrapieno che proteggeva le loro radici è stato asportato e le stesse radici sono state tagliate. Solo grazie all’intervento del Comitato Don Bosco (che ha segnalato al Comune la loro presenza) e del Comitato Besta i due faggi sono stati risparmiati, ma il danno è già stato fatto: oggi versano in uno stato che definirei “in coma” e, purtroppo, credo che le loro possibilità di sopravvivenza siano minime.